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6. Tremule Fiamme di Terrore

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Aragorn non era eccitato all'idea di dover seguire una seduta del consiglio, ma faceva parte della prassi,

ed egli vi si atteneva ; quindi giunse nella grande sala ove lo attendevano gli uomini di punta del suo regno e già si aspettava che uno di questi introducesse un argomento banale e noioso, ma dovette ricredersi : stavolta il tema era molto, molto importante e le facce angosciate dei presenti non promettevano nulla di buono.

"Quali nuove?" chiese allora il Re facendo cenno a tutti di sedersi.

"Vostra maestà..." iniziò  Rómen, valente politico e uomo d'armi "...brutte notizie dai nostri confini : le sentinelle a sud hanno riferito di aver avvistato dei fuochi nell'Ithilien : il Principe Faramir ha raddoppiato la sorveglianza a sud-ovest degli Emyn Arnen e tolto uomini da Osgiliath...gli orchi stanno tornando, ma vi  sono anche strane creature mai viste prima...la pace che abbiamo duramente conquistato è seriamente minacciata..."

Re Elessar s'incupì, e il pensiero che Faramir e i suoi fossero in serio pericolo lo turbò assai...

"Quanti uomini abbiamo attualmente alle postazioni occidentali?" chiese dopo aver riflettuto.

"Vi sono circa sessanta uomini in totale, Sire" rispose Rómen.

"Bene Rómen...allora prendine quaranta sotto il tuo comando, e parti immediatamente in aiuto degli uomini dell'Ithilien : non c'è tempo!"

"Sarà fatto, mio Signore!" rispose prontamente Rómen alzandosi e congedandosi dopo un rapido inchino. Aragorn si nascose il volto tra le mani per qualche secondo, poi, tornando a fissare i suoi consiglieri uno per uno, chiese se c'era dell'altro.

"Mio Re..." esordì uno "... con tutto il rispetto, sembrate troppo affaticato per affrontare altre questioni...credo che gli altri sarebbero d'accordo con me nel rinviare il resto a domattina"

Tutti gli altri annuirono e fissarono con aria grave il sovrano, che stancamente diede la sua approvazione. 

I consiglieri abbandonarono la sala, e il Ramingo restò solo con i suoi pensieri e la preoccupazione crescente...

cosa stava accadendo di nuovo? Da dove provenivano le strane creature menzionate da Rómen?

Passarono le ore, e Aragorn non riuscì a prender sonno, e la mattina, quando i consiglieri si riunirono nuovamente nella sala, vi trovarono il Re nella stessa identica posizione in cui lo avevano lasciato la sera prima.

Discussero di amministrazione, di futuri progetti di migliorie delle vie di comunicazione e di uno strano morbo sconosciuto che decimava il bestiame, causato probabilmente dalle acque dell'Anduin, curiosamente inquinato ; ma si procedeva a rilento, perché Re Elessar chiedeva spesso che gli fosse ripetuto il problema, o che fossero loro a decidere, nonostante i consiglieri gli ricordassero continuamente che era necessaria la sua approvazione.

"Basta così! " decretò Valcar "Avreste dovuto riposare, invece di ridurvi in uno stato peggiore di ieri se ciò è  possibile : non siete in grado né di intendere né di volere! Questa seduta si conclude qui!"

Aragorn sapeva che era in suo potere bandirlo dalla corte per il suo atteggiamento sfacciato, ma sapeva che aveva pienamente ragione, e non poteva comportarsi da despota capriccioso davanti ai suoi consiglieri,

quindi tacque e fece un lievissimo cenno della testa socchiudendo gli occhi.

I membri del consiglio sciamarono in mille direzioni, lasciando un'altra volta il Re solo.

Arwen, allarmata perché non l'aveva visto dalla sera precedente, lo trovò mezzo addormentato per la stanchezza.

"Estel..."

L'Uomo brontolò qualcosa, credendo che fosse Legolas a chiamarlo.

Quando aprendo gli occhi scoprì che era Arwen emise un lungo sospiro, e la guardò con aria interrogativa. "Devi mangiare qualcosa...non hai toccato cibo da quando sei tornato..." sussurrò lei porgendogli del pane e della carne.

Egli per tutta risposta la fissò con uno sguardo distante miglia e miglia.

"Ti prego..."lo implorò Arwen flebilmente "...sforzati..."

Aragorn afferrò un pezzo di pane e se lo portò  lentamente alla bocca.

Dopo pochi bocconi le domandò che ore fossero.

"Mezzogiorno è passato da un pezzo...direi che siamo in pieno pomeriggio...".

Elessar chiuse gli occhi, riaprendoli subito allorché un servo irruppe nella stanza ansimando.

"Mio Re...seguitemi presto...è urgente..."

Il Dúnadan si affrettò a seguirlo, e il servo lo condusse all'esterno della Cittadella : un gruppo di guardie si era riunito attorno ad un uomo a terra. Il Re si fece largo tra gli uomini e si lasciò sfuggire un'esclamazione : "Per i Valar! Questo...è lo stemma della casata di Éorl!" 

Esaminò l'uomo ma era già troppo tardi : la freccia che lo aveva colpito vicino al cuore era avvelenata...

era morto...prima di poter adempiere al suo compito. Prima di poter riferire il suo messaggio.

"Non ce l'ha fatta..." mormorò Elessar.

"Lo hanno trovato i nostri ai guadi dell'Entalluvio : era solo e appena ci ha visti ha farfugliato ' portatemi dal vostro Re' ..." lo informò il Capitano delle Guardie.

"Éomer voleva avvertirmi di qualcosa... o forse chiedeva aiuto...ma non lo saprò per tempo, dannazione!" sbraitò il Ramingo, indeciso sul da farsi.

Infine si rivolse al Capitano : "Preparatevi a partire per Edoras : una volta giunti tu tornerai indietro per aggiornarmi della situazione : se urgono soccorsi immediati, fa' accendere il segnale il prima possibile, mi hai capito?"

"Signorsì, Vostra Altezza"

Mentre gli uomini si apprestavano a partire, Aragorn cercava Legolas ed Eldarion ovunque, ma non trovò traccia di loro.

Interrogò tutti i sudditi che incrociava, ma nessuno sapeva niente. 

Ancora un'ora, e sarebbe calata l'oscurità...

...Legolas ed Eldarion... pensò disperato...spariti...