Okay, direi che è d'obbligo spendere due parole in favore della somma opera di Tolkien, soprattutto per quanto riguarda i significati che il nostro Sir voleva comunicare con TLOTR! Magari è un po' esagerato in un sito come questo, lo so, ma credo che quelle di Elémire Zolla siano parole stupende per ricordare un uomo grandioso, che nonostante le accuse rivoltegli ha continuato a credere nelle fiabe e nei sogni, fino alla fine. Per quanto riguarda il riassunto della storia, ho pensato che un breve accenno alla trama fosse più che sufficiente, soprattutto perché esistono moltissimi siti in cui sicuramente potrete trovare informazioni più dettagliate e spiegazioni approfondite (e poi perché io non riuscirei mai ad imbarcarmi in un riassunto di un libro di 1300 pagine ^^;). Ovviamente, poi, non dimentichiamo i film!! Buona lettura ^_^ spero troviate tutto interessante! ~ *Stai ascoltando Book Of Days di Enya*
.|. The Lord Of The Rings .|. Tre Anelli ai Re degli Elfi sotto il cielo che
risplende,
E' con queste parole in versi che si apre il romanzo di J. R. R. Tolkien, cupo ritornello che verrà citato più volte in vari punti del racconto: è la maledizione di Sauron, l'Oscuro Signore che, in tempi remoti, forgiò un anello magico capace di sovrastare il potere di tutti gli altri, creati anch'essi millenni prima con lo scopo di mantenere la pace nella Terra di Mezzo ed affidati a rappresentanti di tutte le razze. E
sarà
proprio l'Unico, così è chiamato il malefico anello, a far
incontrare, secoli e secoli dopo quei giorni di sventura, nove personaggi
che uniranno le loro forze per affrontare un l Due esseri umani, uno stregone, un elfo, un nano e quattro hobbit, fra cui Frodo Baggins, scelto come Portatore dell'Anello. Molti nemici li attendono sul loro cammino, insieme a perdite e sofferenze, ma anche amici preziosi, aiuti provvidenziali e, sempre, la speranza. Che tutto torni, un giorno, come un tempo. Il destino di un mondo è nelle loro mani, ed in particolare nelle mani di un giovane, piccolo ma coraggioso hobbit. Ma citando una frase di Galadriel dal primo film della saga, "Anche la persona più piccola può cambiare il corso del futuro". Ed è questo uno dei tanti, tantissimi significati esistenti all'interno di The Lord Of The Rings.
.|. L'opera .|. «Tra il 1954 e il 1955 usciva la trilogia di J. R. R. Tolkien,
The Lord Of The Rings : il maggior studioso di letteratura
anglosassone e medievale aveva scritto a sua volta un'epopea secondo le
regole del genere cavalleresco, diventando il In The Lord Of The Rings Tolkien viceversa parla in una lingua che ha la semplicità dell'anglosassone o del medioinglese, di paesaggi che pare d'aver già amato leggendo Beowulf o Sir Gawain o La Mort Arthur, di creature campate tra il mondo sublunare ed il terzo cielo, di essenze incarnate in forze fantastiche, di archetipi divenuti figure. Naturalmente le infrazioni di Tolkien non potevano che suscitare le reazioni coatte, sonnamboliche e feroci che sanno di prammatica. "Non è la sua un'opera staccata dalla realtà? Non è forse un'evasione?" [...]. Avvenne a Tolkien in un saggio sulla fiaba di replicare che, certo, una fiaba è un'evasione dal carcere e aggiunse: chi getta come un'accusa questa che che dovrebbe essere una lode commette un errore forse insincero, accomunando la santa fuga del prigioniero con la diserzione del guerriero [...]. Le fiabe parlano di cose permanenti: non di lampadine
elettriche, ma di fulmini. Autore o amatore di fiabe è colui che non si fa
servo delle cose presenti. Esiste una fiaba suprema, che
Qualcuno, a sentir parlare della creazione di una nuova
epopea cavalleresca, ha scosso la mano dicendo che preferiva leggersi
epopee antiche vere. Obiezione encomiabile, se Tolkien non avesse scritto
appunto qualcosa di uguale alle epopee antiche Non a caso The Lord Of The Rings è diventato così popolare, i bambini vi si ambientano subito e i dotti godono tanto a decifrarlo quanto a restare giocati da certi suoi enigmi puramente esornativi. Si rimane stretti in una maglia ben tessuta, fatta dei nostri stessi tremiti, inconfessati sospetti, sospiri più intimi a noi di noi stessi. Perché opera di così impalpabili forze, The Lord Of The Rings si divulgò smisuratamente, senza bisogno di persuasioni o di avalli, perché parlava per simboli e figure di un mondo perenne oltre che arcaico, dunque più presente a noi del presente». [Elémire Zolla, Introduzione a The Lord Of The Rings, Bompiani, 2000]
.|. La versione cinematografica .|. Il primo dei tre film già tutti girati da Peter Jackson
(conosciuto per Creature del Cielo, 1994 e Sospesi nel Tempo,
1996), La Compagnia dell'Anello, è stato accolto molto bene dal
pubblico e dai fans dell'opera, nonostante le molte "libertà" pres Jackson e la moglie iniziarono a lavorare ai film di TLOTR già nel lontano 1996, e da allora impiegarono ben tre anni per arrivare alle 138 pagine della sceneggiatura definitiva. Dice Jackson: «La difficoltà non è stata legata solo alla complessità di questo meraviglioso libro o alla scelta di cosa conservare e cosa eliminare, ma soprattutto all'approccio generale con l'universo tolkeniano. E' durante la scrittura che ho trovato la mia visione generale: rifiutare il tradizionale approccio fantasy e trattare Il Signore degli Anelli come una vicenda storica, o meglio pre - storica visto che è ambientata 7000 anni fa. Ma sulla nostra Terra e con personaggi umani, anche se si tratta di hobbit o elfi». Il regista, e non solo lui ma anche molti degli attori che
hanno partecipato ai film (ad esempio il Sir Ian McKellen, Gandalf,
e soprattutto Cristopher Lee, Saruman), ha sempre amato la trilogia
di Tolkien e dal 1996 fino al 2003, anno in cui uscirà Il Ritorno del
Re, Peter Jackson avrà speso sette anni d Girati in Nuova Zelanda senza interruzioni (in circa 15 mesi,
dall'ottobre del 1999 al dicembre del 2000), La Compagnia
dell'Anello, Le Due Torri e Il Ritorno del Re vantano di
un cast d'eccezione pur senza la presenza di vere star, che avrebbero
impedito con inevitabili impegni personali il lungo periodo di lavorazione
necessario. In più, in questo modo, Jackson ha potuto scegliere gli attori
più indicati ai ruoli e privilegiando, per rispetto a Tolkien, attori
britannici. L'isolamento quasi monastico nella natura incontaminata della
Nuova Zelanda, l'idea di lontananza dagli studios e dai set tradizionali
ha poi permesso alla troupe e al cast di immergersi totalmente
nell'universo di Tolkien. Il lavoro maggiore è stato fatto prima di arrivare sul set, che da un certo punto di vista è risultato il momento più semplice della lavorazione. Dice ancora Jackson: «Visto che sul set mi sono ritrovato anche a far lavorare cinque troupe in contemporanea sparse per la Nuova Zelanda, controllando via satellite le riprese sul monitor, dovevo necessariamente arrivare a girare con le idee ben chiare. Per questo, oltre ai tradizionali storyboard ho animato l'intero film, animazioni semplici fatte col computer, con tanto di effetti sonori e letture fuori campo degli attori. E' stato come avere l'intero film davanti agli occhi prima di girarlo. Sul set non dovevo fare altro che migliorare e perfezionare quello che era già stato fatto». Per oltre quarant'anni è stato impossibile portare al cinema
Il Signore degli A Qualche cifra: la produzione dell'intera trilogia è costata circa 300 milioni di dollari, oltre 600 miliardi di lire (intorno ai 310 milioni di euro). Hanno lavorato sul set in 220 persone, in 200 per la colonna sonora (ricordiamo che La Compagnia dell'Anello ha vinto l'Oscar come Miglior Colonna Sonora quest'anno) e son stati utilizzati più di 1.200.000 metri di pellicola in formato Super35mm. Per la produzione delle varie uscite in DVD dei tre capitoli della saga si prevede un costo mai raggiunto prima per realizzare edizioni in digitale di un film. [Informazioni prese dall'intervista a Peter Jackson "La magnifica ossessione", di Stefano Lusardi, Ciak, Gennaio 2002, Mondadori]
|