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.|. Una Vita per una Vita .|.
3. Tempus Fugit ~ Passarono i giorni, tra un incontro e l'altro dei due amanti, e divenne per tutti gli abitanti di Gondor consueto vedere il proprio sovrano sellare Brego e partire, anche se il motivo dell'assenza era noto soltanto ad Arwen, che andava lentamente consumandosi d'amore : quello per Elessar lo nascondeva, quasi fosse una passione proibita, mentre quello per il figlio non si preoccupava di ostentarlo apertamente, cominciando ad essere sempre più protettiva nei suoi confronti, tanto da licenziare le balie e occuparsene personalmente giorno e notte.
Passarono i mesi, e se Eldarion cresceva bello e forte e splendeva di vitalità, sua madre al contrario diveniva sempre più buia, e il suo viso perennemente afflitto non conosceva più la luce di un sorriso. Eldarion ebbe fin dall’inizio un padre affettuoso ma poco presente : vuoi per i suoi frequenti viaggi, vuoi per i suoi impegni da Re, Aragorn non riuscì a vedere i suoi progressi come fu concesso ad Arwen : non c'era da stupirsi se alla fine Eldarion legò molto di più con lei. Arwen però divenne oppressiva, e raramente lo lasciava solo per più di un'ora. Il suo atteggiamento impedì al figlio di farsi degli amici e di giocare con i suoi coetanei ; questo allora rivolse tutta la sua attenzione al mondo degli adulti, negandosi un'adeguata infanzia e maturando troppo in fretta.
Trascorsero alcuni anni di apparente tranquillità, ma la vigilanza sui territori oscuri fu allentata di molto dopo la dipartita di Sauron, e nessuno si accorse che quelle zone nottetempo avevano un che di animato; ma ciò avveniva soltanto nelle ore più buie della notte, quando anche la pallida luna veniva offuscata. Ma giacché i regni degli Uomini godevano di prosperità e di concordia, nessuno se ne curò seriamente. Accade che un giorno Aragorn parlasse a Legolas delle ultime prodezze di Eldarion, raccontandogli della sua straordinaria memoria visiva : tanto che a dodici anni conosceva a menadito tutti i testi della biblioteca di Ecthelion e li citava di fronte ai consiglieri più eruditi lasciandoli di stucco. Legolas domandò timidamente se poteva fungergli da tutore per la sua formazione militare, ed Elessar acconsentì seduta stante. Quella volta Aragorn non fece ritorno a Minas Tirith da solo ; l'Elfo lo accompagnò per adempiere al nuovo incarico di addestramento di Eldarion. Non lo aveva più rivisto dopo quella volta, tanti anni prima, quando aveva guarito Elessar dalla ferita Nazgûl, eppure non aveva mai smesso di pensare al principino, ed ora poteva fare qualcosa per lui. Chissà se mi riconoscerà...pensò mentre attraversavano la pianura che lo divideva da Minas Tirith ...dopotutto quando l'ebbi in braccio era ancora molto piccolo.. ragionò sorridendo... Elessar notò l'eccitazione dell'Elfo e pensò che suo figlio era davvero fortunato ad avere per maestro il Re di Bosco Atro...Entrambi cavalcarono con foga, concedendosi un'unica pausa tutt'al più per i cavalli, poi ripresero senza interruzioni fino ai cancelli della Città.
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