.|. Pensando a Te .|.

Capitolo 8

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Eldarion iniziò a correre, cercando di dimenticare quello a cui aveva appena assistito…ma come poteva? Aveva ancora quell’immagine davanti agli occhi…Legolas e suo padre…suo padre…senza accorgersene si diresse nei giardini e poi ancora oltre, lungo il viale che portava alla cupola…quando raggiunse la vasca, si fermò di colpo, come se quello fosse, in realtà, l’ultimo posto in cui voleva trovarsi…ogni cosa li, gli ricordava Legolas.

Fece ancora qualche passo, passandosi una mano sul viso per asciugare quelle lacrime che erano scivolate sulle sue guance…

All’inizio non l’aveva creduto possibile, ma poi quelle parole avevano dissolto ogni suo dubbio…tra Legolas e suo padre c’era qualcosa che andava ben oltre l’amicizia ed entrambi gli avevano mentito…strinse i pugni lungo i fianchi e violentemente diede un calcio ad uno dei cuscini, gettandolo sopra alle ampolle piene di oli profumati, mandandole così in frantumi.

Chiuse gli occhi, cercando di calmarsi, cercando di trattenere la rabbia e la delusione che provava…Legolas si era preso gioco di lui, l’aveva solamente usato…l’aveva illuso con i suoi gesti e le sue false parole d’amore…erano state solo menzogne, altrimenti non avrebbe stretto tra le braccia quello che doveva essere il suo migliore amico…se Legolas l’avesse amato veramente non avrebbe baciato un’altra persona…

Respirò profondamente e ancora le lacrime gli rigarono il viso…Legolas l’aveva tradito, aveva tradito la sua fiducia…non riusciva a smettere di pensarci…la sua mente era così occupata che non si accorse di alcuni passi veloci tra gli alberi.

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Legolas  rallentò il passo, cercando con lo sguardo il principe di Gondor…il cuore gli batteva all’impazzata ma non solo per quello che era successo…Eldarion era in pericolo e lui non sapeva dove fosse…probabilmente era arrabbiato, sconvolto e stava vagando solo senza alcuna protezione…poteva accadergli qualcosa…senza indugiare un solo attimo di più, si diresse verso il luogo che gli suggeriva il cuore, nella speranza di trovarlo prima degli uomini inviati ad ucciderlo.

Quando arrivò alla cupola, finalmente lo vide…in piedi, immobile con gli occhi chiusi…stava per sorridere quando notò dei rapidi movimenti dietro agli alberi…e allora li vide…due uomini, col volto coperto, stavano tendendo i loro archi…spalancò gli occhi, erano troppo lontani, non sarebbe riuscito a raggiungerli in tempo…si mise a correre velocemente verso il giovane ma il tempo sembrava essersi fermato…o forse erano le sue gambe ad essere troppo lente…lanciò una veloce occhiata tra gli alberi…una freccia era appena stata scoccata…

“Eldarion!” gridò, e vide il principe aprire gli occhi e voltarsi nella sua direzione…dopo pochi attimi però, la freccia lo raggiunse, colpendolo al braccio…

Legolas vide quegli occhi azzurri che amava, richiudersi, mentre sul viso del giovane compariva una smorfia di dolore…lo vide barcollare all’indietro…ma non era ancora finita…udì distintamente il sibilo di un’altra freccia…senza pensare si parò davanti ad Eldarion, prendendolo tra le braccia e gettandosi con lui sui cuscini argentati…ma prima di ricadere sentì un forte dolore alla spalla destra…

 

L’ultimo uomo che aveva tirato imprecò, affrettandosi però ad abbandonare quel luogo…aveva fallito…ma la sua fuga durò poco, dopo solo alcuni passi sentì le punta di una lama alla schiena e poi un colpo alla testa.

Aragorn lo legò velocemente ad un albero, privandolo di ogni arma, poi si diresse rapidamente verso l’altro uomo che nel frattempo non aveva trovato di certo una sorte migliore…non si era nemmeno voltato ed una lama di fattura elfica gli aveva sfiorato la gola…

“Non ho mai tolto la vita a nessun essere vivente…ma se l’essere vivente in questione attenta a quella di mio figlio…posso sempre modificare le mie abitudini…”

“Arwen!” gridò Aragorn raggiungendola “Lascialo a me…va a chiamare le guardie…”

La dama annuì, correndo via, mentre il Re di Gondor legava anche quell’uomo per evitargli la fuga. Dopodiché Aragorn si rialzò, guardando verso la vasca…quello che vide però gli fece gelare il sangue nelle vene.

 

“Sei…sei ferito…” sussurrò Legolas guardando il giovane sotto di sé…tentò di rialzarsi ma il dolore che sentì lungo la schiena fu accecante.

Eldarion si guardò il braccio, poi posò di nuovo lo sguardo sull’elfo.

“È solo…solo…guarirà presto…” subito però si accorse dell’espressione di dolore sul suo splendido viso…sentiva il suo respiro sempre più debole, quasi faticasse a respirare “Legolas cosa…cosa ti succede?”

L’elfo non rispose, limitandosi a fissarlo intensamente negli occhi.

Eldarion allora mosse leggermente la mano lungo la schiena del compagno e le sue dita sfiorarono qualcosa…

“Oh Valar no!” gemette, spalancando gli occhi “Ti hanno colpito!”

“Non mi importa…” sussurrò Legolas debolmente “…tu sei salvo, è questo che conta…”

“Questa freccia era destinata a me…” mormorò il giovane “…mi avrebbe colpito al cuore…tu…mi hai salvato la vita…”

“Sono…sono qui per questo no?” ribatté l’elfo cercando di accennare un sorriso “Era il mio compito …e…” si fermò un istante per riprendere fiato “…non potevo lasciare che mi portassero via la persona che amo…”

Eldarion socchiuse le labbra per rispondere ma Legolas continuò…si sentiva incredibilmente debole e la macchia di sangue sulla sua tunica continuava ad espandersi, ma doveva parlare con lui…forse quelli potevano essere gli ultimi istanti…

“…mi dispiace Eldarion…è vero…io ho…ho amato tuo padre ma ora…tu mi hai dato una nuova ragione per continuare a vivere e…se questi sono gli ultimi momenti che posso passare con te…” si bloccò, stringendo le labbra quando una fitta di dolore lo pervase “…voglio che tu sappia quanto sei importante per me e…”

“Shh…no…no…” lo interruppe Eldarion scuotendo la testa “…non parlare come se stessi per morire…” e le lacrime gli scivolarono sulle tempie “…tu sei un Elfo…e sei forte…e non puoi morire così…non puoi lasciarmi!” le ultime parole uscirono dalle sue labbra in un grido disperato quando vide gli occhi di Legolas chiudersi.

“Non puoi lasciarmi!” ripeté e questa volta il grido venne interrotto dal pianto…quando l’elfo posò la testa sul suo petto senza forze.

Eldarion avrebbe voluto chiamare aiuto ma non ci riusciva…il braccio gli faceva male ma era nel suo cuore che sentiva il dolore più grande…ad un tratto udì dei passi avvicinarsi velocemente, ma i suoi occhi pieni di lacrime, erano fissi sul soffitto di legno, guardavano senza vedere, mentre continuava a stringere a sé il corpo di Legolas.

“No…” mormorò Aragorn inginocchiandosi di fianco a loro “…no…” vide le dita del figlio muoversi e gli sfiorò la fronte “Eldarion! Eldarion sei ferito?” nel frattempo cercò di rialzare Legolas ma si accorse che era privo di sensi.

“Non…non può morire…” sussurrò il giovane abbassando lo sguardo sul padre “…non deve morire…”

“Non morirà…” ribatté Aragorn tagliando con il pugnale la tunica dell’elfo per liberare la ferita, trattenne il fiato quando vide che era molto più grave di quello che si aspettava…cercò di non far notare la sua preoccupazione al figlio ma non ci riuscì.

“Padre…?” esclamò il principe “Cosa succede?”

“Non…non morirà…” ripeté il Re di Gondor “…ma ora ho bisogno del tuo aiuto…devo estrarre la freccia prima di portarlo via per curarlo…devi stringerlo a te con forza…” guardò il giovane e lo vide annuire, così appena vide le sue mani stringere il corpo di Legolas, afferrò la freccia e con un movimento rapido e deciso la estrasse…prese un panno bianco e ripulì la ferita dal sangue, per poi tenerlo premuto sopra di essa…ma poi la voce del figlio attirò la sua attenzione…

“Non lo sento più…” gemette Eldarion “…il suo cuore…non riesco più a percepirlo….”

“No…” bisbigliò Aragorn e delicatamente prese tra le braccia il corpo dell’elfo, voltandolo…la testa ricadde all’indietro e l’uomo gli accarezzò il viso, rabbrividendo nel sentire quanto fosse freddo “…no Legolas…resisti…” mise una mano sul suo petto e dopo qualche istante sorrise “…respira…è molto debole ma è vivo…” guardò il figlio e vide che si stava tenendo il braccio mentre si metteva seduto…

“Eldarion ma tu sei…”

“Salvalo…” lo interruppe il giovane fissandolo intensamente “…portalo via e salvalo…io me la caverò da solo…”

Aragorn si alzò in piedi con Legolas tra le braccia, prima di allontanarsi però fissò ancora per un lungo momento il figlio…era come se con quello sguardo avesse voluto dirgli molto di più.

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Passarono alcuni giorni e le condizioni di Legolas migliorarono leggermente, anche se non aveva ancora ripreso completamente i sensi. Eldarion dovette passare molto tempo a letto, anche se la sua ferita non era grave…quando riusciva però, di nascosto da tutti, andava nella stanza dell’elfo e gli restava accanto, nella speranza di vedere i suoi occhi aprirsi. La maggior parte delle volte attendeva di veder uscire suo padre prima di avvicinarsi, perché il Re di Gondor passava gran parte delle sue giornate a vegliare sul suo amico. Ma ad Eldarion non importava…voleva rivedere il sorriso di Legolas e avrebbe accettato ogni compromesso.

 

Era notte e Aragorn aveva passato l’intero pomeriggio seduto sulla sedia, a fianco del letto in cui giaceva Legolas, come sempre stringendogli la mano e ascoltando il suo respiro regolare. La stanchezza iniziava a prendere possesso del suo corpo, così chinò la testa, appoggiandola  sulle coperte, stava per chiudere gli occhi quando udì un sospiro e sentì una stretta alla mano…si rialzò di scatto, chiamando quel nome che aveva ripetuto centinaia di volte, sperando in una risposta…

“Legolas…”

“Mmm…”

“Legolas…apri gli occhi, avanti!”

“Eld…Eldarion…” bisbigliò l’elfo debolmente.

Quando udì quel richiamo, l’uomo sentì una stretta al cuore ma cercò di non darle peso.

“No…sono io Legolas…”

L’elfo aprì stancamente gli occhi, voltando la testa e quando vide il volto del Re di Gondor, accennò un sorriso.

“Come…come sta Eldarion?” gli chiese con un filo di voce.

“Sta bene, la sua ferita si è già rimarginata ma sta comunque riposando…” rispose Aragorn sorridendogli “…tu invece come ti senti?”

“Io…” mormorò Legolas mettendosi seduto lentamente “…sento ancora qualcosa…è questo l’importante giusto?”

“Giusto…” sussurrò l’uomo “…sai che abbiamo catturato i due uomini che vi hanno attaccato? Li abbiamo interrogati ed hanno confessato ogni cosa, compresi i loro complici…ora sono stati tutti quanti banditi dal regno…”

“Questo è un bene…” sussurrò Legolas ed in quell’istante si accorse che la mano di Aragorn stava ancora stringendo la sua “…quindi…ciò significa che il mio compito qui è terminato?”

“Io…credo di sì ma…” rispose l’uomo fermandosi per poi fare un profondo respiro “…Legolas quello che è accaduto tra noi…”

“Aragorn…no…” lo interruppe l’elfo “…quello che è accaduto tra noi non doveva succedere…e forse questo incidente ne è stata la conferma…abbiamo perso la ragione e a causa nostra Eldarion stava per essere ucciso…”

“Tu stavi per morire Legolas…” sussurrò il Re di Gondor “…non lui…”

“Questo perché avrei dato la mia vita per salvarlo…” ribatté l’elfo, alzò l’altra mano e accarezzò il volto dell’uomo “…come avrei fatto per te se fosse stato necessario…”

Aragorn mosse la testa contro il palmo della sua mano sospirando e Legolas sorrise.

“Io…io ti amo Aragorn…” sussurrò “…ed è proprio per questo che non posso permettere che il tuo futuro vada in frantumi…ho sperato che insieme potessimo cambiare il nostro destino ma mi sbagliavo…non possiamo perché dal nostro dipendono quelli di altre persone…”

“Mi sono sempre chiesto…” ribatté il Re di Gondor accennando un sorriso “…come sarebbe stata la mia vita al tuo fianco…insieme avremmo potuto regnare su Uomini ed Elfi e saremmo stati felici…ma…”

“Ma non sarebbe stato giusto…” lo interruppe Legolas a bassa voce “…tu dovevi vivere con Arwen…e se non vi foste legati…Eldarion non avrebbe mai visto la luce…”

“Eldarion…” sospirò Aragorn abbassando lo sguardo “…forse tutto questo è stato uno scherzo del destino…ti ho amato in silenzio per anni senza poter avere altro da te che la tua amicizia…e invece l’altra persona che più amo, in pochi giorni, ha avuto tutto quello che io ho sempre desiderato…dovrei essere felice per voi…ma…non ci riesco…”

“All’inizio…” disse Legolas respirando profondamente “…ho perso la testa per lui perché assomigliava a te…finalmente avevo anch’io l’Aragorn che avevo sempre sognato…” si fermò un istante quando sentì l’uomo ridere e lui stesso sorrise divertito “…ma poi mi sono accorto che quello che provavo per voi era diverso e…ho iniziato ad aver bisogno di lui come se fosse una parte della mia anima ma…nonostante questo so anche che una parte del mio cuore apparterrà per sempre a te…”

Aragorn rimase un lungo momento in silenzio, con lo sguardo fisso sulla propria mano che stringeva quella di Legolas…poi annuì sorridendo e si alzò in piedi…

“Vado a prenderti qualcosa da mangiare…devi recuperare le forze…” si chinò su di lui e gli diede un bacio sulla fronte, senza allontanarsi lo fissò negli occhi “…amico mio…”

Legolas accennò un sorriso, vide l’uomo fare un passo, continuando però a tenergli la mano…

“Hannon le…(Grazie)” sussurrò “…mellon nîn…(amico mio)” e con quelle parole allentò la presa…lo stesso fece Aragorn che, dopo avergli sorriso, uscì dalla stanza.

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Il giorno successivo, ad Eldarion non fu permesso di uscire dalla propria stanza…era stato Legolas a volerlo, aveva bisogni du restare solo e pensare, anche se ormai si sentiva bene,

Dopo aver cenato si alzò dal letto e indossò un abito di velluto bianco, ricamato con stelle argentate, lungo fin sopra le ginocchia…poi si avvicinò allo specchio e sciolse le trecce che gli tenevano legati i capelli…una volta liberi, li pettinò lentamente dietro alle orecchie, si guardò un’ultima volta sospirando e uscì.

 

“È aperto…” esclamò Aragorn quando udì bussare alla porta…finì l’ultima riga della lettera che stava scrivendo e alzò lo sguardo sullo specchio che aveva davanti…e la penna gli scivolò dalle dita, creando una macchia di inchiostro  sul foglio.

“Legolas…” bisbigliò “…cosa fai qui?” poi rimase in silenzio quando quella creatura che pochi istanti prima aveva illuminato di una nuova luce la stanza, si avvicinò a lui.

“Non volevo disturbarti…” rispose l’elfo fermandosi dietro alla sedia su cui era seduto l’amico “…ma devo chiedere il tuo permesso per una cosa…” fissò l’uomo negli occhi attraverso il riflesso nello specchio “…posso passare la notte nella camera di tuo figlio?”

Aragorn chiuse gli occhi, respirando profondamente e senza accorgersene strinse i pugni sulla scrivania…

“Non…non devi chiedere il mio permesso per stare con la…persona che ami…” ma appena sentì sulle spalle le mani dell’elfo, riaprì gli occhi.

“Aragorn…” sussurrò Legolas…fece scivolare le mani sul suo petto, accarezzandolo e spostando leggermente la stoffa sottile della vestaglia scura, liberando in parte le spalle e il collo “…tra due giorni tornerò a Bosco Atro…”

Il Re di Gondor spalancò gli occhi e scosse la testa

“No…non puoi…non puoi lasciarci adesso…non puoi lasciarlo!”

“Shh…” mormorò Legolas accennando un sorriso “…devo farlo…per lui…se restassi gli impedirei di vivere il suo destino…ed il suo destino è quello di diventare Re e assicurare un futuro al suo regno…”

“Legolas…”

“Ho preso la mia decisione Aragorn…” lo interruppe l’elfo “…per lui e…per tutti noi è giusto che sia così…”

Il Re di Gondor strinse le labbra e alzò le mani, afferrando quelle di Legolas che ancora indugiavano sul suo petto.

“Perché alla mia famiglia non è concessa la felicità?” sussurrò “Perché  non possiamo scegliere noi stessi cosa è più giusto?”

“Im ú gerin o peded na le…mellon nîn (Non so risponderti…amico mio)” disse Legolas muovendo le mani su quelle dell’uomo, accarezzandole dolcemente “Forse un giorno avremo la possibilità di cambiare le cose…ma quel tempo è ancora lontano” lasciò le mani di Aragorn e fece scivolare le proprie sul suo viso “…o forse dobbiamo trovare la felicità in quello che abbiamo…”

Il Re di Gondor sospirò, inclinando indietro la testa per guardare il volto dell’elfo

“Mi mancherai…” sussurrò dolcemente.

Legolas abbassò lo sguardo su di lui sorridendo e con le dita gli accarezzò le guance

“Anche tu mi mancherai…ora che ti ho trovato…devo già lasciarti…” e senza pensare si chinò su di lui, posando le labbra sulle sue.

Aragorn chiuse gli occhi, assaporando a fondo quel bacio con la consapevolezza che sarebbe stato l’ultimo…mentre le loro lingue si sfioravano, il Re di Gondor sentì i morbidi capelli del compagno scivolare sulle sue spalle…alzò le mani, posandone una su quella dell’elfo che gli accarezzava il viso e l’altra sulle sua testa, facendo scorrere le dita tra quei fili di seta dorata…iniziava a sentire un leggero dolore al collo ma non gli importava…sarebbe rimasto in quella posizione anche tutta la notte…ad un tratto però sentì una goccia calda sul petto nudo, tra i due lembi della vestaglia, subito seguita da un’altra…

Legolas gli baciò ancora una volta le labbra, prima di sussurrargli…

“…ma il mio cuore resterà qui con te…” e con quelle parole si rialzò e voltandosi uscì dalla stanza, mentre con le mani si asciugava il viso.

Aragorn alzò la testa, guardando nello specchio l’immagine di Legolas che si allontanava. Quando la porta si chiuse, il Re di Gondor appoggiò i gomiti sulla scrivania davanti a sé, nascondendo il volto nelle mani.