.|. Pensando a Te .|.

Capitolo 7

~

Il giorno successivo, Arwen parlò col figlio di quello che sarebbe accaduto alla festa e di come doveva comportarsi visto che Aragorn era ancora chiuso nella propria stanza. Eldarion non chiese niente di lui ma sapeva benissimo che quel comportamento aveva a che fare con quello che era accaduto la sera precedente, così, facendosi passare per uno dei servitori, bussò alla porta…

“Vostra maestà…ho portato il vostro pranzo come mi è stato ordinato dalla regina…”

“Entra pure…”

Quando udì la risposta, il giovane entrò silenziosamente, appoggiando il vassoio sul tavolo di fianco all’entrata…

“ Lascialo pure su quel tavolo…” disse il Re di Gondor continuando a guardare fuori dalla finestra “…puoi andare ora…”

Eldarion rimase in silenzio, poi richiuse la porta, attendendo poi immobile al centro della stanza.

Aragorn fece un profondo respiro, poi lentamente si voltò, credendo di essere solo…ma invece si ritrovò davanti il figlio…

“Eldarion…?” esclamò stupito “Cosa fai qui?”

“Perché non sei sceso per la colazione? O a pranzare insieme a noi come sempre?” gli chiese il giovane fissandolo “Non ti senti bene?”

“Sì…mi sento bene…vai ora…” mormorò l’uomo senza guardarlo, appena l’aveva visto nella sua mente erano ricomparse quelle immagini che non gli davano tregua.

“No, io voglio sapere se sei in collera con me per quello che hai visto ieri notte?” continuò Eldarion “Io…so che Legolas è un tuo caro amico e che vederci insieme può essere stato un duro colpo ma…io provo qualcosa…ho provato qualcosa dal primo istante che l’ho visto ed ora…ora mi sono innamorato di lui…e anche lui prova lo stesso per me e…”

“Eldarion…” esclamò Aragorn cercando di non essere troppo brusco anche se dentro di sé si sentiva bruciare da un misto di rabbia e gelosia…quelle parole…erano le stesse cose che lui stesso aveva provato quando aveva visto Legolas…solo che lui aveva promesso il suo amore ad Arwen…

“Sei…consapevole di quello che stai facendo? Tu diventerai Re di queste Terre…e lui non potrà restarti accanto…tu dovrai trovare una regina per il tuo popolo e governare con lei…e dovrete avere degli eredi per consentire a Gondor una guida anche nel futuro…e Legolas dovrà tornare dal suo popolo, nel suo Regno…quello che…credi di provare per lui è qualcosa che non potrà perdurare…”

“Perché? Perché non posso diventare Re e amare Legolas contemporaneamente?” ribatté Eldarion facendo un passo verso di lui “Solo perché non potremo avere degli eredi? Beh…non mi importa…quando arriverà il momento troveremo un altro modo…lasceremo il regno a qualcuno…non mi importa se…”

“Eldarion hai perso la testa?” lo interruppe il Re di Gondor alzando la voce “Non puoi agire in questo modo! Non dovresti nemmeno pensarla una simile assurdità! Non sei più un bambino…quando diventerai Re, avrai dei doveri verso il tuo popolo e non puoi permetterti di lasciare il tuo regno nelle mani di uno sconosciuto per…un semplice capriccio…”

“Un semplice capriccio…?” ripeté il giovane irritato da quelle parole “…io lo amo…e se la tua intenzione è quella di obbligarmi a sposare qualcuna per la quale non provo assolutamente nulla…beh…forse è meglio che tu e mia madre diate alla luce un altro erede…perché io rinuncerò al trono e alla corona…non voglio il tuo prezioso regno se questo significa dover rinunciare a Legolas…” ma le parole gli si spensero nella gola quando il Re di Gondor si avvicinò velocemente a lui, colpendolo al viso con la mano.

“Non osare parlare in questo modo…” mormorò Aragorn stringendo i denti…vide il figlio rialzare il volto e subito sentì un forte senso di colpa per averlo colpito…perché l’aveva fatto? Forse perché erano le stesse cose che aveva pensato lui in certi momenti….lui stesso avrebbe rinunciato a tutto per Legolas…ma non aveva mai avuto il coraggio di farlo veramente…ed ora, forse era proprio perché negli occhi di suo figlio vedeva quella sicurezza, quella forza che a lui invece erano mancate…suo figlio avrebbe fatto quello che lui non aveva potuto…

“Puoi anche colpirmi…” bisbigliò Eldarion fissandolo con rabbia “…ma l’unico modo con cui riuscirai a farmi cambiare idea…è uccidermi…” e con quelle parole si voltò, uscendo velocemente dalla stanza.

~

Ed infine giunse il giorno della festa. Fin dalle prime luci dell’alba, molte persone erano al lavoro per gli addobbi, il palco, i tavoli, i dolci e tutto il necessario. Quel pomeriggio, prima che i festeggiamenti iniziassero Aragorn, Arwen, Legolas e il principe Eldarion si ritrovarono per discutere ancora una volta il loro piano, mettendo da parte, almeno per qualche ora, i rispettivi rancori. L’elfo di Bosco Atro osservava attentamente il comportamento del Re di Gondor e di suo figlio ed in pochi attimi comprese che tra loro era accaduto qualcosa, ma non era quello il momento per parlarne…

“Bene…prestate attenzione a tutto quello che abbiamo detto…” disse Aragorn facendo qualche passo “…dopo i saluti e il taglio delle torte inizieranno le danze, allora la confusione sarà quasi assoluta…le guardie sono state avvisate ma nessuno di noi sa con precisione se quegli uomini tenteranno di colpire prima di quando ci aspettiamo…comunque…quando i musicisti inizieranno a suonare Eldarion aspetterà quattro canzoni poi, cercando di farsi notare, si allontanerà dalla folla, dirigendosi alla cupola…Legolas ed io lo seguiremo senza dare nell’occhio e non appena il sicario mandato per ucciderlo tenterà di colpirlo, noi lo fermeremo e lo cattureremo…”

“E se non colpiranno questa notte?” chiese l’elfo biondo guardando l’uomo.

“Ci proveranno…” sussurrò Arwen “…è un’occasione perfetta per loro…”

Legolas annuì e rivolse lo sguardo a Eldarion che continuava a tenere la testa bassa…era preoccupato per lui e aveva paura…forse come non ne aveva mai avuta…paura di perderlo…paura di perdere la persona che aveva iniziato ad amare e che possedeva una parte del suo cuore…

Quando quella riunione segreta terminò, il Re e la Regina si diressero nel grande cortile per far notare la loro presenza. Quando si allontanarono, Legolas si voltò di scatto verso il principe e lo abbracciò, stringendolo a sé il più possibile…

“Fa attenzione…” gli sussurrò, accarezzandogli i capelli “…guardati attorno…ascolta ogni singolo rumore…non pensare a niente se non a quello che ti circonda…”

Eldarion sorrise quando sentì la sua voce tremare leggermente

“Hai paura per me?”

“Sì…molta…” rispose l’elfo “…ti prego…sta attento…”

“Dimmelo…” sussurrò il giovane alzando la testa per guardarlo negli occhi…per qualche attimo vide il suo sguardo incuriosito ma poi l’elfo sorrise…

“Ti amo…” gli mormorò dolcemente sulle labbra.

“Non potevo avere un augurio di fortuna migliore…” disse Eldarion accarezzandogli una guancia e sorridendo “…ora è meglio che vada…” si strinse ancora una volta a lui poi corse via.

 

La festa iniziò e per molto tempo Eldarion rimase in compagnia dei suoi amici, non lontano dal luogo nel quale il Re e la Regina di Gondor sedevano. Dopo il taglio della torta e i lunghi applausi, il principe si sedette ad un tavolo, sempre circondato da persone conosciute.

Aragorn continuava a guardarsi attorno e sia lui che la sua compagna, vedevano chiaramente molti uomini con addosso dei mantelli, alcuni dei quali nascondevano il proprio viso con dei cappucci…cercarono di rimanere calmi ma ad un  tratto l’uomo si alzò, dando un veloce bacio sulla guancia alla regina…

“Vado a cercare Legolas…” gli sussurrò “…ci sono troppi uomini sospetti…dobbiamo agire con più cautela…”

Arwen annuì, continuando a tenere lo sguardo sul figlio, si fidava dei suoi amici ma in quei giorni aveva dubitato di chiunque…dalle guardie all’ultimo servitore…non si sentiva tranquilla…

 

Aragorn si incamminò, facendo un cenno col capo a tutti quelli che si chinavano al suo passaggio, andò velocemente nella sala del trono e appoggiò la corona sul cuscino dorato…non voleva attirare l’attenzione su di sé e con quell’ornamento sul capo era alquanto difficile…si tolse anche il lungo mantello e la casacca che indossava, restando solo con una semplice tunica verde scuro che aveva messo proprio per non farsi notare. Uscì di nuovo, passando dalla porta secondaria per raggiungere il luogo dove Legolas doveva restare per osservare gli avvenimenti senza però essere scorto…camminò velocemente sotto i portici, guardandosi attorno e finalmente lo vide…appoggiato con una spalla ad una delle colonne di pietra, con lo sguardo fisso nella folla che riempiva il grande cortile.

“Sono più di quanti mi aspettassi” mormorò Aragorn fermandosi dietro di lui.

“Decisamente…” sussurrò Legolas “…poco fa due di loro si sono fermati per qualche istante a parlare…sempre che siano quegli uomini e non semplici contadini che non avevano niente di più elegante da indossare che un…” mentre parlava si era voltato verso l’uomo e quando lo vide, vestito in quel modo così semplice, come quando aveva affrontato la Missione, sentì un tuffo al cuore…abbassò all’istante lo sguardo, girandosi nuovamente “…mantello scuro…”    

“Sì ma…e meglio tenere gli occhi aperti in ogni caso…”disse l’uomo accennando un sorriso quando notò la reazione dell’elfo.

Legolas fece un profondo sospiro…non poteva stare solo con lui, non ci riusciva…non senza pensare a quello che potevano essere insieme…

“Credo…forse è meglio che vada a controllare tra la folla…” mormorò ma appena terminò la frase, sentì le braccia dell’uomo cingergli la vita…

“Non allontanarti da me ti supplico…” gli sussurrò Aragorn all’orecchio, fece scivolare le mani sul suo petto e lo strinse a sé “…non farlo…non dopo tutto quello che abbiamo vissuto insieme…”

L’elfo biondo rimase immobile con lo sguardo sempre fisso davanti a sé, cercava di mantenere la concentrazione ma come poteva? Il respiro caldo dell’uomo sul collo…le sue mani che lo stringevano…

“Potrai mai perdonarmi per quello che non ho fatto?” continuò il Re di Gondor respirando il suo profumo “Ho avuto paura…ho perso quel coraggio che invece credevo di possedere…ho lasciato che altri decidessero del mio destino e della mia felicità ed ora non posso più fare niente per cambiare le cose…ma non sai quanto lo vorrei…” con una mano spostò dolcemente una ciocca di capelli dietro le spalle dell’elfo e con le labbra gli sfiorò la guancia.

“Non posso farlo Aragorn…” sussurrò Legolas allontanando leggermente il volto “…non posso essere il tuo amante…non posso e non voglio…per rispetto nei confronti di Arwen, nei confronti della nostra amicizia e…nei confronti della persona che ora ho imparato ad amare…”

“Oh Valar…” sospirò l’uomo chiudendo gli occhi “…non avrei mai immaginato di poter provare un sentimento così forte…quando ti ho visto con lui credevo di impazzire…ero così geloso e lo sono tuttora…mio figlio ha trovato dentro di sé quella forza che io avevo perso…ha addirittura intenzione di rinunciare alla corona e al regno se cercassi di allontanalo da te…”

A quelle parole Legolas spalancò gli occhi e si voltò di scatto verso il Re di Gondor, ritrovandosi però stretto tra le sue braccia…

“No…questo non può farlo…” ribatté fissandolo negli occhi “…lui è il tuo erede ed ha dei doveri nei confronti del suo popolo…non può rinunciare a tutto per me…”

“Se vuole può farlo invece…ed io non posso impedirglielo…” sussurrò Aragorn, vide l’elfo abbassare lo sguardo confuso così gli mise una mano sul viso, rialzandoglielo “…non sai quante volte questi pensieri si erano fatti strada anche nella mia mente…ma io ho fatto una scelta per il bene del mio regno, rinunciando a quello che per anni avevo amato…”

Legolas lo fissò a lungo negli occhi, mentre il suo cuore batteva velocemente…

“Aragorn smetti…è una tortura…” bisbigliò scuotendo debolmente la testa “…tu hai l’amore di Arwen e del tuo popolo ed hai il mio…la mia amicizia…non possiamo continuare a rimembrare il passato nella speranza che le cose cambino…io sto cercando di dimenticare e…”

“Come puoi parlare in questo modo?” lo interruppe l’uomo “Non ti importa di quello che provi? Come puoi negare che il tuo cuore batte fortissimo quando stiamo insieme? Quando mi guardi, vedo quella luce nei tuoi occhi e non posso credere che non significhi niente per te…”

Legolas strinse le labbra cercando di mantenere la calma…non poteva permettere che tutto ricominciasse dall’inizio, non voleva più soffrire…

“Forse ti sbagli…” sussurrò fissandolo negli occhi “…il mio cuore ora batte per Eldarion e la luce che vedi nei miei occhi è il fuoco di quello che provo per lui…”

Aragorn sentì una stretta al cuore…quelle parole, se possibile, erano state peggio di quello che aveva visto quella notte sotto la cupola…Legolas aveva donato il suo amore a Eldarion…ma qualcosa gli diceva che l’elfo non era stato del tutto sincero…

“Bene…” bisbigliò “…se questo corrisponde a verità, non avrai nessun problema a concedermi quello che ti sto per chiedere…” vide l’espressione incuriosita dell’elfo e proseguì “…un bacio…solo un bacio e dopo di quello mi guarderai negli occhi e mi dirai di non aver provato assolutamente niente…allora io mi farò da parte permettendo a mio figlio di vivere quello che io non ho potuto…e noi resteremo solo buoni amici…”

 

Eldarion parlava tranquillamente con i suoi amici, seduto al tavolo, anche se dentro di sé non si sentiva sicuro…ogni tanto il suo sguardo incrociava quello di qualche sconosciuto e un brivido di paura lo scuoteva…nell’aria risuonavano le note della seconda canzone…doveva solo attendere ancora e poi tutto sarebbe finito…se solo avesse potuto parlare con Legolas, farsi stringere per pochi momenti per recuperare quel coraggio che ormai l’aveva abbandonato…sentì un colpo alle sue spalle e si voltò di scatto alzandosi in piedi…ma era solo un uomo che aveva fatto cadere a terra un boccale di ceramica…fece un profondo respiro ma il suo cuore continuava a battere con forza…non ci riusciva…così, senza farsi notare, si fece strada tra la folla, quando raggiunse i portici si mise a correre per arrivare il prima possibile nel punto dove sapeva che Legolas doveva restare di guardia…

 

Legolas rimase per un attimo senza fiato…non era difficile, poteva riuscirci…così annuì…

Aragorn lo spinse delicatamente contro la colonna di pietra, lo fissò ancora qualche momento, poi posò le labbra sulle sue…appena il bacio divenne più profondo, sentì sulla schiena le mani dell’elfo che stringevano il suo abito e sorrise, senza però smettere quello che aveva iniziato.

 

Finalmente Eldarion giunse nei pressi della colonna di pietra…ma quello che vide gli tolse anche quel poco fiato che gli era rimasto dopo la corsa…suo padre stava stringendo tra le braccia Legolas e lo stava baciando con passione…rallentò il passo fino quasi a fermarsi, con gli occhi fissi sui due compagni…avrebbe voluto scappare via ma, al contrario, le sue gambe continuarono a muoversi, facendolo avvicinare ancora di più…

 

Aragorn succhiò un ultima volta la lingua dell’elfo, passando poi la propria sulle sue labbra, prima di allontanarsi da lui, senza però smettere di abbracciarlo…vide che Legolas aveva ancora gli occhi chiusi e respirava velocemente…

“Ora guardami e dimmelo…” sussurrò.

L’elfo biondo però scosse debolmente la testa

“…non posso…non posso…”

L’uomo gli mise una mano sulla guancia e vide Legolas socchiudere le labbra…

“Apri gli occhi…” disse dolcemente e vide finalmente gli occhi blu del compagno riaprirsi lentamente “…guardami e dimmi che non hai provato niente…”

Legolas rimase a lungo in silenzio mentre il cuore gli rimbombava nella testa, poi, debolmente, pronunciò di nuovo quelle parole…

“…non posso farlo…”

Aragorn non riuscì a trattenere un sorriso, aprì la bocca per parlare ma qualcun altro lo precedette…

 

“Legolas…”

 

Entrambi si voltarono di scatto quando udirono quel richiamo pieno di dolore ma rimasero immobili, come immobile era anche Eldarion, gli occhi fissi sulla persona che amava e su quella che gli aveva dato la vita…poi lentamente iniziò a indietreggiare…

“Eldarion…” mormorò Legolas completamente in preda al panico “…Eldarion aspetta…” si avvicinò rapidamente a lui, allungando una mano ma lo sguardo del giovane lo fece rimanere di ghiaccio…

“Non osare toccarmi!” esclamò il principe scandendo ogni parola, poi si voltò e corse via.

L’elfo lo seguì con lo sguardo poi si girò verso Aragorn…e senza attendere un momento di più si incamminò velocemente nella direzione presa dal giovane.