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.|. Pensando a Te .|.
Capitolo 5 ~ Passò qualche giorno senza che a Minas Tirith accadessero fatti spiacevoli, tutto sembrava essere tornato tranquillo ma Re Elassar temeva che il peggio dovesse ancora arrivare. Legolas ed Eldarion iniziarono ad approfondire il loro rapporto restando insieme il più possibile e cercando contemporaneamente di non far notare a nessuno la loro vicinanza. La sera, quando era possibile, si rifugiavano nel loro angolo, accanto alla vasca, lasciando esplodere quella passione che invece, la maggior parte delle volte, dovevano contenere. Un pomeriggio, Re Elassar richiese la presenza di Legolas per discutere di alcuni fatti e il principe di Bosco Atro si recò nel luogo stabilito. Si appoggiò con la spalla alla grande quercia in fondo al viale alberato che conduceva ai giardini e chiuse gli occhi, ascoltando i suoni della natura che lo circondava…ad un tratto sentì dei passi e due mani si posarono dolcemente sui suoi fianchi… “…Eldarion…” sussurrò sorridendo “…non ora…devo…” “Eldarion?” Quando udì quella voce spalancò gli occhi e si voltò di scatto “Aragorn…” mormorò cercando di mantenere la calma “…sei…sei arrivato…” “Sì…perdona il mio ritardo…” disse l’uomo fissandolo incuriosito…il modo in cui aveva pronunciato il nome di suo figlio…lo stesso modo in cui aveva sempre pronunciato solo il suo nome…con quel tono dolce… “…stavi forse aspettando Eldarion?” “No…” esclamò all’istante Legolas “…ho solo…confuso i vostri passi…” “Mmm…strano…” ribatté Aragorn mettendosi davanti a lui “…non mi avevi mai confuso per qualcun altro prima d’ora…” poi però strinse le labbra…perché parlava in quel modo? Geloso…ecco cosa sembrava…geloso…e di cosa poi? Di come il suo amico aveva pronunciato il nome di suo figlio? “Io dovevo parlarti del compleanno di Eldarion…” iniziò cercando di non pensare più a quello che era accaduto “…fra tre settimane daremo una festa…e se quegli uomini non hanno ancora colpito fino ad ora…lo faranno in quell’occasione…ci saranno centinaia di persone tra cui molti appartenenti ai villaggi…e noi tenderemo a quegli assassini una trappola…nessuno dovrà saperlo…solamente noi due, Arwen ed Eldarion…ma non voglio allarmare fin da ora mio figlio…a lui comunicherò tutto quanto quando avremo organizzato ogni cosa…” Legolas ascoltava, con lo sguardo fisso oltre le spalle del Re di Gondor, sentiva le sue parole…ma sentiva anche qualcos’altro…un’altra presenza…qualcuno era nelle vicinanze e non era tranquillo… “Legolas…?” esclamò Aragorn fissandolo quando vide il suo sguardo assente “Mi stai ascoltando?” L’elfo rimase in silenzio…quella presenza era più vicina…di colpo spalancò gli occhi… “Giù!” gridò…mise una mano dietro alla schiena dell’uomo e lo spinse a terra, ricoprendolo col proprio corpo per proteggerlo…un istante dopo tre frecce si conficcarono nel tronco dell’albero…rialzò di scatto la testa guardandosi attorno ma sentì distintamente dei passi veloci allontanarsi…forse doveva inseguirlo…ma non poteva lasciare Aragorn solo…abbassò la testa e incrociò i suoi occhi… “Stai bene?” gli sussurrò quando sentì il suo respiro veloce sul viso. Il Re di Gondor alzò un istante lo sguardo e vide le frecce…se non si fossero gettati a terra sarebbero stati colpiti dritti al cuore… “Sì…io…” mormorò fissando gli occhi blu dell’amico “…mi hai salvato la vita…” “Non è la prima volta…” ribatté Legolas sorridendo quando udì quelle parole “…e poi…è per questo che sono qui…” “Se non ci fossi stato tu, mi avrebbero ucciso…” bisbigliò Aragorn continuando a fissarlo…alzò una mano e gli accarezzò dolcemente una guancia. Legolas socchiuse gli occhi a quel gesto…doveva alzarsi, allontanarsi da lui, ma non ci riusciva… “Devo…vuoi che lo insegua?” gli chiese cercando di non pensare a quegli occhi azzurri che lo stavano guardando. “No…” rispose all’istante l’uomo…ma non aveva pensato…l’aveva detto senza riflettere…non voleva che Legolas si allontanasse da lui…non ora che era così vicino…ora che poteva sentire il suo corpo “…no…potrebbe…potrebbe essere una scusa per allontanarti da me…” “Sì…forse…forse è meglio che resti con te…” sussurrò l’elfo annuendo ma senza muoversi…non doveva più succedere…se l’era ripetuto tante volte…ma adesso che sentiva il cuore di Aragorn battere forte, tanto quanto il suo, non riusciva più a pensare…ad un tratto sentì di nuovo le dita dell’uomo muoversi sulla sua guancia e sfiorare delicatamente l’orecchio…chiuse gli occhi sospirando e udì il suo nome…Aragorn pronunciò il suo nome come mai aveva fatto prima d’ora…con un immensa dolcezza…quasi con…amore… “…Legolas…”
“Vostra Maestà! Vostra Maestà!”
Le grida delle guardie riportarono entrambi alla realtà e, seppur con rammarico si allontanarono l’un l’altro, rialzandosi velocemente…si guardarono un ultima volta prima che gli uomini giungessero da loro ma quel sentimento che era riaffiorato in quei brevi momenti era di nuovo scomparso…era tornato a nascondersi dietro la maschera che tutti e due indossavano. ~ Le settimane passarono…mancavano solo pochi giorni al compleanno del principe di Gondor…e anche quella sera Legolas ed Eldarion si erano rifugiati accanto alla vasca…
“Oh Valar…” gemette il giovane stringendo il compagno sopra di sé mentre le onde del piacere che lo avevano appena scosso lo facevano ancora rabbrividire “…ti odio…quando lo fai…” e sentì il corpo dell’elfo tremare leggermente mentre rideva “…non sto scherzando…è una tortura…” “Per questo…lo faccio…” sussurrò Legolas alzandosi leggermente e richiudendo le gambe, per poi stendersi accanto a lui “…mi piace stare sopra di te e vederti soffrire…” “No…tu…tu sei crudele…” ribatté Eldarion avvicinando il viso al suo e baciandolo “…così non mi lasci fare niente…” “Beh…lo faccio io per tutti e due…” mormorò l’elfo sorridendo e tirandolo a sé, appoggiò la fronte alla sua e con il dorso della mano gli accarezzò la guancia “…amo vedere il tuo viso quando mi supplichi di darti il piacere…e amo sentirti pronunciare il mio nome così tante volte…” “E io amo te…” sussurrò Eldarion dolcemente e vide una luce intensa negli occhi blu dell’elfo sopra di lui. “Cosa…?” gli chiese con un filo di voce Legolas come per paura di aver capito esattamente quelle parole…e il suo cuore iniziò a battere e battere come se non volesse più rallentare. “Mi sono innamorato di te…” mormorò il principe fissandolo e si accorse che la sua voce aveva tremato nel dirlo “…io…credo che sia amore almeno…ho bisogno di te…di sentire la tua voce, le tue parole, ascoltare i tuoi pensieri…e sentirti vicino a me, sentire il tuo corpo, le tue mani le tue labbra…vorrei…perdermi nei tuoi occhi e ascoltare il tuo cuore battere per tutta la notte…io…” si fermò un istante sospirando “…io non so cos’è quello che provo ma…è così forte e…quando non posso essere con te sento questo calore…sento qualcosa che mi riscalda…non ti è mai successo?” Legolas rimase un lungo momento in silenzio e chiuse gli occhi…come per ascoltare il proprio cuore…poi li riaprì e sorrise… “Mi è successo un tempo…” rispose fissandolo negli occhi e vide Eldarion abbassare lo sguardo così continuò “…e mi sta succedendo ora…ogni giorno provo le stesse cose che mi hai descritto…” e gli baciò dolcemente le labbra appena incrociò di nuovo i suoi occhi…poi lo abbracciò teneramente e gli sussurrò all’orecchio qualcosa che non aveva mai detto a nessuno fino a quel momento… “…ti amo…” Eldarion chiuse gli occhi e si lasciò sfuggire un sospiro…prepotentemente le lacrime gli bagnarono gli occhi e non riuscì a trovare la forza per trattenerle…respirò profondamente e sentì le labbra di Legolas sulle proprie… “Per cosa sono queste?” gli sussurrò l’elfo un attimo prima di asciugare le due lacrime che erano scivolate sulle sue guance. “Non lo so…” sospirò il principe accennando un sorriso e riaprendo gli occhi. “Shh…” bisbigliò Legolas sorridendogli e lo baciò di nuovo con passione. Dopo un lungo momento Eldarion ribaltò le posizioni, facendo stendere l’elfo sui cuscini “Adesso…” disse fissandolo intensamente “…tocca a me vederti soffrire…” e velocemente si ricoprì con una coperta, scendendo lungo il suo corpo e iniziando a baciargli il ventre. ~ “Non è possibile!” esclamò Re Elassar camminando avanti e indietro nel salone “Due ore! Doveva essere qui due ore fa!” “L’avrà dimenticato…” sussurrò Arwen avvicinandosi a lui “…sarà a parlare con i suoi amici come sempre, non credo che…” “Arwen era importante…” la interruppe Aragorn voltandosi verso di lei “…lo sapeva…mancano pochi giorni alla festa e deve essere informato su quello che accadrà…rischieremo tutti quanti la vita…” “Lo comprendo ma…” “Non gli ho mai negato il permesso di divertirsi con i suoi amici…” continuò il Re “…doveva solo venire qui per qualche ora e ascoltare…ormai è cresciuto e credevo che avesse imparato le sue responsabilità…ma a quanto sembra mi sbagliavo…” “Vuoi che vada a cercarlo?” gli chiese Arwen sperando di riuscire a calmarlo. “Sì…” rispose Aragorn mettendosi una mano sulla fronte “..anzi no…andrò io…voglio sentire che scusa si inventerà questa volta…” e velocemente uscì dalla stanza. Chiese alle guardie e gli dissero che l’avevano visto molto tempo prima con i suoi amici, mentre passeggiavano nei giardini così si recò in quel luogo ma non trovò nessuno. Si guardò attorno e notò un’altra guardia, poco lontana dal viale che portava alla vasca coperta, così la raggiunse… “Hai visto mio figlio Deinereth?” gli chiese fermandosi davanti a lui. “Vostra Maestà!” esclamò quasi sorpreso il giovane facendo un inchino “Come posso esservi utile?” “Mio figlio…” ripeté Aragorn facendo un gesto con la mano per farlo rialzare “…è alla cupola?” “Oh…sì mio signore…” rispose intimorito la guardia ma appena notò che il sovrano lo stava superando per recarsi in quel luogo continuò “…ma…mio signore…il principe Eldarion mi ha ordinato che nessuno si avvicinasse…” Il Re di Gondor si fermò sospirando “Da chi prendi ordini Deinereth? Da me o da mio figlio?” “Da voi…vostra maestà…” mormorò il giovane chinando il capo. “Bene…sei libero di andare allora…” disse Aragorn accennando un sorriso, guardò la guardia allontanarsi velocemente poi si voltò e si diresse verso la vasca…arrivò alla fine del viale e fece un ulteriore passo ma lì si fermò…immobile…e il suo cuore iniziò a battere all’impazzata… Legolas era disteso sui cuscini argentati…riusciva a vedere il suo petto nudo mentre la parte inferiore del suo corpo era nascosta da altri cuscini e da una coperta...i capelli biondi erano adagiati scompostamente e aveva un braccio piegato accanto alla testa…con una mano stringeva la stoffa come per mantenere il controllo…poteva vedere l’espressione di piacere sul suo volto mentre le sue labbra si muovevano debolmente permettendo ai gemiti della lussuria di riempire l’aria. Aragorn trattene il respiro…o almeno gli sembrò di farlo…anche quando un brivido si fece strada lungo il suo corpo, provocandogli un’ondata di calore…non riusciva a pensare ad altro che a lui…l’elfo che per anni aveva sognato e per il quale provava un sentimento molto più forte dell’amicizia…ed ora quell’elfo era lì, davanti a lui…preda della passione…la sua mente aveva completamente rimosso il fatto che era in quel luogo per cercare suo figlio…almeno fino a quando non vide Legolas inarcare la schiena e perdere il controllo…allora, mentre alle sue orecchie giungevano ancora i suoi sospiri veloci, si ritrovò di fronte alla realtà…Una mano salì lungo il petto dell’elfo…accarezzando la pelle candida che molte volte, lui stesso, avrebbe voluto sentire…e continuò sul braccio fino a raggiungere la mano che ancora stringeva con forza il cuscino… Rimase a fissare le due mani che si univano e le dita che si intrecciavano tra loro…come lui stesso aveva fatto con Legolas come semplice gesto d’affetto, ma che invece significava molto di più…e solo dopo un lungo momento si accorse dei capelli scuri che nascondevano in parte il viso della persona che stava con lui…onde castane tanto simili alle sue…ed in quell’istante provò un dolore intenso…come se il cuore gli stesse esplodendo del petto…
“Come sono andato?” gli chiese sorridendo Eldarion avvicinando nuovamente il viso a quello dell’elfo. “Molto bene…” sussurrò Legolas passandogli la lingua sulle labbra per ripulirle ma il giovane gliela catturò in un bacio appassionato. “Almeno…” gli bisbigliò il principe “…questa volta non stavo per soffocare…” Legolas si mise a ridere dolcemente stringendo Eldarion sopra di sé…poi però si fermò…gli era sembrato di avvertire la presenza di qualcuno…la voce del compagno però lo rapì nuovamente… “Legolas…” mormorò il principe sfiorandogli la guancia con il naso “…adesso…lo fai tu a me?” L’elfo sorrise maliziosamente incrociando i suoi occhi “E perché dovrei?” gli chiese “Dammi un buon motivo e forse lo farò…” Eldarion spalancò la bocca sorpreso ma poi capì dal suo sguardo che stava solamente scherzando, così avvicinò le labbra alle sue… “Perché io ti amo…è abbastanza come motivo?”
Perché io ti amo… Quelle parole erano risuonate nella mente di Aragorn più forte di un tuono…quelle parole che lui stesso avrebbe voluto dire a Legolas centinaia di volte…quelle parole che non aveva mai potuto dire a Legolas…e senza volerlo si lasciò sfuggire un sospiro…
In quell’istante Legolas avvertì di nuovo quella presenza…era chiara ora…voltò di scatto la testa e vide il Re di Gondor immobile alla fine del viale che conduceva nel punto in cui loro si trovavano…e il suo cuore per un attimo cessò di battere…lo guardò negli occhi senza riuscire a muoversi né a respirare…e vide che erano lucidi…quell’azzurro limpido nel quale per anni aveva desiderato perdersi, era velato di lacrime… Eldarion si voltò in quella stessa direzione e di scatto si mise seduto, rialzando istintivamente la coperta sulla vita anche se la parte inferiore dei loro corpi era comunque nascosta… “Padre…” quella parola uscì dalle sue labbra come un soffio…un misto di stupore e paura…
Aragorn non si mosse…per un lunghissimo momento rimase in silenzio…fissando semplicemente il volto di Legolas…poi chiuse gli occhi per trattenere le lacrime e quando li riaprì rivolse il suo sguardo al figlio… “Dovevamo…incontrarci per parlare della tua festa…” sussurrò cercando di celare il dolore che però era ben visibile sul suo viso “…eri in ritardo e…sono venuto a cercarti…” si fermò, ma non in attesa di una risposta, voleva solamente trovare delle parole appropriate, la sua mente però era rimasta all’istante in cui Legolas aveva stretto tra le braccia suo figlio “…io…credo che ormai sia tardi per…parlare…lo faremo domani…” e senza aggiungere altro si voltò incamminandosi lentamente lungo il viale…avrebbe voluto correre via ma le gambe non avrebbero retto…
“Oh Valar…” mormorò Eldarion coprendosi il volto con le mani “…perché è successo…?” Legolas non rispose, con lo sguardo stava ancora seguendo Aragorn…solo quando il buio lo inghiottì, nascondendolo ai suoi occhi, abbassò la testa fissando la superficie limpida e calma dell’acqua nella vasca. “È colpa mia…” disse il giovane scuotendo la testa “…è tutta colpa mia…mi sono dimenticato di quel…maledetto colloquio con lui…ed ora ho rovinato tutto quanto…” si guardò attorno e istintivamente afferrò l’ampolla di vetro accanto ai cuscini e la scagliò contro il marmo della vasca “…maledizione!” e si passò le mani tra i capelli alzando lo sguardo verso l’alto. Legolas sentì il vetro che andava in frantumi e chiuse gli occhi, come se quel debole rumore fosse stato troppo forte da udire…poi fece un profondo respiro… “Devo…devo andare a parlare con lui…” sussurrò guardandosi velocemente intorno alla ricerca degli abiti…si rivestì in pochi attimi ma prima di correre via si inginocchiò davanti al giovane. “Eldarion…andrà tutto bene…non è tua la colpa…hai capito?” aspettò che il principe annuisse poi continuò “…ora va nella tua camera…si sistemerà ogni cosa…” |