.|. Pensando a Te .|.

Capitolo 2

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Era sorto il sole e quella mattina, dopo aver salutato Arwen ed essere rimasto a parlare con lei a lungo, Legolas uscì nei giardini con Aragorn per controllare la zona ma anche per passare un po’ di tempo insieme al suo vecchio amico di una vita. Passeggiarono per ore fino a quando si sedettero su una panchina di marmo ai margini del giardino.

 

“È bello averti qui…” disse sorridendo il Re di Gondor e appoggiando una mano sulla spalla dell’amico.

“Ed io sono felice di essere qui con te…” ribatté Legolas ma subito si corresse “…con voi…con Arwen ed Eldarion…”

“A questo proposito…” iniziò Aragorn “…riguardo mio figlio intendo…ecco vedi…lui ha degli amici qui a palazzo e…delle amiche…Arwen gli parlerà del tuo ruolo ma…cerca di non essere troppo presente…mi rendo conto che è inutile parlarti di discrezione, sai benissimo a cosa mi riferisco…è solo che non vorrei…”

“Ho capito…” lo interruppe l’elfo, ridendo debolmente “…sarò la sua guardia del corpo quando non ci sarà qualcun’altro ad assumere quel ruolo…”

“Perfetto!” esclamò l’uomo mettendosi a sua volta a ridere.

“Lui…lui ti assomiglia…” sussurrò Legolas sorridendo “…voglio dire…gli occhi, le labbra, i capelli…siete molto simili…”

“Fortunatamente per lui alcune cose le ha prese anche da sua madre…” ribatté Aragorn “…la vista, l’udito e la velocità sono tipiche della vostra razza…”

“Anche il naso…” continuò l’elfo e l’uomo scoppiò a ridere “…è vero…il suo profilo è più simile a quello di Arwen che al tuo…”

“Ah…non lo metto in dubbio ma…lo hai visto per pochi attimi e hai memorizzato praticamente tutto di lui…” esclamò Aragorn continuando a ridere “…e poi…quando hai osservato così attentamente il mio naso? Mentre combattevamo contro gli orchi?”

Legolas abbassò all’istante lo sguardo, come imbarazzato ma sorrise.

“No…io…durante i miei turni di guardia…a volte ti guardavo dormire…e alcune ciocche di capelli  ti scivolavano sul viso e…” si fermò un istante senza riuscire a trattenere una debole risata “…e sul naso alcune volte…allora le tue labbra si socchiudevano e…mi sembrava che volessi soffiarli via…invece voltavi la testa dalla parte opposta…”

Aragorn lo fissò in silenzio con un dolce sorriso sul viso…non l’aveva mai sentito parlare così e al suono della sua voce sentiva un calore al cuore…come un fuoco che per anni si era solo assopito ma mai spento del tutto…e si ricordò delle notti che lui stesso aveva passato, osservando Legolas riposare, con la paura che quegli occhi blu, che la maggior parte delle volte restavano aperti anche nel sonno, potessero ad un tratto svegliarsi e scorgere il suo sguardo…e quello che il suo cuore cercava di nascondere…

“Dopo anni dunque scopro che potevano attaccarci con tranquillità nel bel mezzo della notte…” sussurrò cercando di far dimenticare a se stesso quei pensieri e quelle emozioni “…abbiamo affidato le nostre vite a qualcuno che invece di controllare la zona…controllava noi…”

Legolas lo guardò, spalancando la bocca ma vide che l’uomo stava sorridendo divertito e si mise a ridere allegramente.

 

“Non ho mai visto mio padre così felice” esclamò Eldarion, appoggiandosi alla finestra e guardando i due amici seduti sulla panchina.

“Legolas ha sempre avuto questo effetto su di lui” disse Arwen sorridendo e alzando per un istante gli occhi dal libro che stava leggendo “nei lunghi anni della mia vita ho visto poche amicizie forti come la loro”

“Immagino…” bisbigliò il giovane, il suo sguardo però era fisso sull’elfo di Bosco Atro, sentiva le sue risate cristalline e quando lo vide gettare indietro la testa continuando a ridere, sentì un calore improvviso nel corpo…si passò la lingua sulle labbra e la sua mente si ritrovò a immaginare come poteva essere baciare quel collo…giù fino alla gola per poi salire di nuovo per raggiungere quelle labbra…spalancò gli occhi, facendo un profondo respiro…possibile che stesse veramente fantasticando su un altro uomo? Eppure era così…tutta la notte aveva pensato a Legolas…al modo in cui l’aveva guardato…al modo in cui aveva pronunciato il suo nome…forse stava perdendo la testa…non gli era mai successo…aveva diviso il suo letto con altre ragazze ma mai con un altro uomo…ma Legolas era diverso…era un Elfo…e in lui c’era qualcosa di magico, di misterioso…era luminoso e…caldo…il suo corpo…quella pelle candida…quei capelli sottili…quegli occhi profondi…

 

“Eldarion…?”   

    

“Cosa…?” balbettò il giovane voltandosi di scatto verso la madre.

“Non dovevi vedere i tuoi amici?” continuò Arwen fissandolo incuriosita.

“Sì…certamente…” rispose Eldarion annuendo, diede un veloce bacio sulla guancia alla madre e uscì dalla stanza.

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Legolas stava passeggiando sotto i portici guardandosi attorno, Aragorn gli aveva suggerito di cercare Eldarion e parlare un po’ con lui visto che la sera precedente non avevano avuto un incontro molto piacevole ed era quello che intendeva fare. Ad un tratto vide un gruppo di giovani dirigersi nella sua direzione così rallentò il passo, erano quattro e da come parlavano e scherzavano sembravano molto amici. Sorrise quando si accorse che anche loro l’avevano notato ma, stranamente anche i ragazzi si avvicinarono a lui lentamente.

“Buongiorno signori” esclamò guardandoli e notò subito le loro espressioni di stupore sul viso.

“Tu…chi…cosa…sei?” balbettò uno di loro mentre gli altri continuavano a fissare l’elfo a bocca aperta.

“Il mio nome è Legolas, vengo da Bosco Atro e sono giunto ieri sera…” si fermò in attesa ma nessuno dei giovani parlò “…io sono un amico di Re Elassar e mi tratterrò a palazzo come suo ospite per qualche tempo…” si fermò di nuovo ma ancora niente “…voi siete per caso amici del principe?”

Li fissò ad uno ad uno ma non ottenne risposta, tutti quanti sembravano estasiati a guardarlo…sapeva che a Minas Tirith non si vedevano molti Elfi, a parte Arwen, ma non si aspettava una reazione simile…aprì la bocca per dire ancora qualcosa ma poi sentì una voce avvicinarsi.

“Eccomi! Scusate il ritardo! Ero rimasto a parlare con mia madre e…” gridò Eldarion facendosi largo tra loro ma si bloccò all’istante appena si ritrovò davanti l’elfo sul quale stava fantasticando poco prima.

“Oh…Le…Legolas…cosa…cosa fai qui?”

“Buongiorno Eldarion…” disse sorridendo l’elfo “…tuo padre mi ha mandato a cercarti…credo sia giusto che chiariamo ciò che è successo tra noi ieri sera…”

“Sì…certo!” rispose all’istante il giovane poi però si ricordò dell’appuntamento “Ma…ora ho un altro impegno…potremmo trovarci questa sera…non saprei…vicino alla vasca all’aperto…sotto la cupola…dopo la fontana…”

“La troverò…non temere…” sussurrò Legolas “…a questa sera allora…” guardò gli altri giovani e chinò leggermente la testa in segno di saluto “…signori…” e li superò continuando per la sua strada, senza accorgersi però che tutti quanti l’avevano seguito con lo sguardo e si erano voltati.

 

“Chi è quello?” chiese uno dei giovani con gli occhi spalancati.

“Quello, amici miei, è Legolas…” rispose sorridendo Eldarion “…un amico di mio padre…”

“E cosa è successo tra voi ieri sera?” gli chiese un altro abbassando la voce “Da quando tieni questi tipi di incontri?”

“Già…noi ti credevamo con Neilieth…”

“L’ho semplicemente scambiato per un ladro e gli ho puntato la spada alla gola…” ribatté Eldarion incamminandosi seguito dagli altri “…ma questo…prima di vedere il suo viso…”

“È un Elfo vero?”

“Non credo ti serva una risposta Gwedhel…” mormorò ridendo il principe “…basta guardarlo per capirlo…”

I cinque si fermarono ai piedi di una scalinata e si sedettero.

“Non avevo mai visto un Elfo…” continuò uno dei giovani “…certo…ad eccezione di tu madre…la regina Arwen è splendida ma questo…Legolas…è un uomo ma comunque stupendo…”

“Stupendo a dir poco…” continuò un altro “…ma l’avete guardato bene? Non fraintendete le mie parole…ma potrei rinunciare alle grazie femminili per uno così…”

Alcuni si misero a ridere così il giovane proseguì

“Ah…non ci provate…ho visto come lo guardavate…non azzardatevi a dire che non avete fatto lo stesso mio pensiero!”

Eldarion fissò divertito gli amici allungando le gambe davanti a sé.

“Beh…lo ammetto ma…” ribatté un altro “…qui sembra che l’unico che avrà l’onore di incontrare quella splendida creatura è il nostro Eldarion…” e colpì il principe alla spalla.

“Già…poi ci dovrai raccontare amico mio…” gli fece eco un altro giovane “…tu e Legolas da soli sotto la cupola…il nostro principe scoprirà in cosa gli Elfi sono diversi da noi…”

“Fatti onore!”

Tutti si misero a ridere ma Eldarion sorrise, restando in silenzio…sentiva le parole degli amici ma la sua mente stava già pregustando il momento in cui sarebbe restato da solo con Legolas.

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Il sole lasciò così spazio alla luna e Legolas raggiunse finalmente il luogo dove Eldarion gli aveva dato appuntamento. Quando vide quel posto rimase a bocca aperta…era come se avessero preso un angolo della sua Terra e portato lì…una cupola di legno bianco intagliato e lavorato, circondata da alberi dalle grandi foglie dorate, e sotto di essa una grande vasca circolare, lastricata intorno da marmo bianco…sul fondo di quello splendido angolo c’erano decine di cuscini argentati e dei panni puliti, accuratamente piegati…solo a Lothlòrien aveva visto qualcosa di simile…ma a Minas Tirith, dove tutto era costruito dalle mani dell’Uomo quello spazio sembrava una visione…

Si avvicinò alla vasca e si inginocchiò, sfiorando con la mano la superficie dell’acqua e sorrise quando sentì che non era per niente fredda…molto probabilmente era stata Arwen a desiderare quel luogo e non poteva darle torto…lui stesso riusciva a sentirsi come a casa dopo solo un breve istante…

 

“Puoi fare un bagno se lo desideri…”            

 

Quando sentì quella voce, Legolas si voltò, alzandosi lentamente…

“Lo vorrei ma…” iniziò…appena vide il giovane però si bloccò e sentì un tuffo al cuore…aveva addosso una tunica marrone, chiusa da alcuni lacci e da una cintura di pelle in vita e così…alla luce della luna…gli era sembrato di rivedere Aragorn, anni e anni prima, quando si erano incontrati nel Bosco D’Oro, proprio in un luogo simile a quello dove si trovava ora…ed anche a quel tempo il suo cuore aveva iniziato a battere con forza…

“Ma…?” ripeté Eldarion avvicinandosi a lui.

“…ma…non è questo il momento…” finì l’elfo seguendo con lo sguardo il giovane che si stava inginocchiando al suo fianco.

“Mmm…è calda…” mormorò il principe toccando l’acqua nella vasca “…ma alcune sere lo è molto di più…va a periodi…anche se non ho ancora ben compreso come sia possibile…” si rialzò e si mise a sedere sui grandi cuscini argentati facendo segno all’elfo di avvicinarsi.

“Vieni spesso in questo luogo?” gli chiese Legolas sedendosi a sua volta accanto a lui.

“Molto spesso a dire il vero…” rispose Eldarion sorridendo “…mi piace la tranquillità che c’è qui…è come se nell’aria ci fosse una specie di magia…e poi gli alberi qui intorno mi danno un senso di protezione…non so se l’hai notato ma nascondono completamente tutto questo angolo…per vederlo devi avvicinarti fin dopo la fine di quel viale…” e alzò una mano in quella direzione.

Legolas annuì e allungò le gambe davanti a sé

“Sì…è tipico del mio popolo questo tipo di costruzione…noi amiamo rilassarci completamente quando ci concediamo un bagno o anche un semplice momento di riposo…”

Eldarion seguì con lo sguardo il suo movimento e fece un profondo respiro cercando di distogliere la sua mente da quei pensieri che tutto il giorno si erano fatti strada nella sua mente…

“Io…devo chiederti perdono per il mio comportamento estremamente…scortese di ieri sera…”

“Non ce n’è bisogno Eldarion…” sussurrò sorridendo Legolas “…hai agito come meglio credevi e se fossi stato un ladro e peggio ancora una assassino…beh…saresti stato ricompensato per il tuo gesto…”

“Mio padre ti ha parlato di quello che sta accadendo?” gli chiese il principe voltando la testa verso di lui e quando incrociò i suoi occhi si sentì di nuovo bruciare.

“Sì ed è molto preoccupato…soprattutto per te…” rispose l’elfo annuendo “…spero che la mia presenza qui possa portargli un po’ di conforto…anche se il compito che dovrò assolvere non è dei più semplici…”

“Compito?” ripeté Eldarion aggrottando le sopracciglia “Non capisco…”

“Tua madre non te ne ha ancora parlato?” mormorò Legolas quando vide la sua espressione “Beh…io mi tratterrò qui e farò in modo, per quanto mi sarà possibile, che non succeda niente di spiacevole né a te né a tuo padre…sarò la vostra guardia del corpo…è così che la chiamate giusto?”

Eldarion deglutì e rimase immobile con gli occhi spalancati...era un sogno? Sì…doveva esserlo…in quale realtà una creatura splendida come quella che aveva davanti poteva essere la sua guardia del corpo? Qualcuno che gli doveva stare accanto in ogni momento e proteggerlo…

“Tu…sarai…” balbettò ma subito notò l’espressione sul volto dell’elfo, sembrava avesse interpretato la sua reazione come un rifiuto…

“No…non temere…” ribatté velocemente Legolas scuotendo la testa “…io ti lascerò libero…non dovrai modificare la tua vita per colpa mia…controllerò solo che in certe situazioni tu sia al sicuro…tutto qui…”

“Oh…sì certo…” sussurrò Eldarion chiudendo un istante gli occhi per riprendersi “…sono solo…rimasto sorpreso da questa cosa…io non…non l’avrei mai immaginato…”

“Bene…” disse sorridendo l’elfo “…questo significa che dovremmo diventare amici…se lo desideri ovviamente…”

“Sì…sì…certo…io…” esclamò Eldarion…ma non riuscì a terminare la frase, Legolas lo spinse sui cuscini, costringendolo a sdraiarsi completamente e si mise sopra di lui con lo sguardo fisso in un punto oltre gli alberi…

Il principe cercò di dire qualcosa ma l’elfo gli coprì la bocca con una mano mentre con l’altra scendeva lungo la propria gamba, fino ad afferrare il pugnale che teneva nascosto nello stivale…Eldarion vide la mano di Legolas posarsi accanto alla sua testa, stringendo l’arma…poi il suo sguardo si posò sul volto dell’elfo vicinissimo al suo…vide quegli occhi blu muoversi velocemente come se stesse seguendo qualcosa…

“Si è allontanato…” bisbigliò Legolas guardando ancora per qualche istante tra gli alberi “…è strano che qualcuno passi qui dietro…” allontanò la mano dalla bocca del giovane e sentì il suo respiro veloce sul viso…istintivamente inclinò la testa per guardarlo negli occhi…quegli occhi azzurri così limpidi…sentì il proprio cuore iniziare a battere prepotentemente…perché si sentiva così? Non riusciva a spiegarselo…quello era solo il figlio di Aragorn…il figlio di…

“Chi era?” chiese in un soffio il giovane cercando di controllare il proprio respiro…ma poi si accorse della situazione in cui era…Legolas era disteso sopra di lui…stava sentendo quel corpo su cui aveva fantasticato contro il suo…aveva posato una mano sulla sua spalla poco prima, per la sorpresa di quel gesto, ed ora quei lunghi capelli biondi la stavano sfiorando…e il suo viso era così vicino…

“Non lo so…” rispose a bassa voce l’elfo “…ma…credo sia meglio avvertire tuo padre…”

“Sì…sì…lo credo anch’io…” sussurrò Eldarion…ma stranamente non sentì il corpo di Legolas allontanarsi immediatamente così fece scorrere le dita tra quei fili dorati…

“I tuoi capelli…sono così…morbidi…e sottili…”

“Non hai mai accarezzato quelli di tua madre?” mormorò Legolas sorridendogli dolcemente.

“Sì ma…non è la stessa cosa…”rispose il principe senza riuscire a distogliere lo sguardo da lui…lentamente spostò la mano e col dorso gli sfiorò la guancia e vide l’elfo socchiudere gli occhi “…e la tua pelle…sembra velluto…le tue labbra…” e delicatamente le sfiorò.

Legolas le aprì lentamente ma poi si accorse che se non si fosse allontanato subito, il suo corpo si sarebbe abbandonato a qualcosa che non doveva succedere…

“Dobbiamo…andare da tuo padre…” esclamò mettendosi di scatto seduto e nascondendo di nuovo il pugnale.

“Sì…hai ragione…” mormorò Eldarion alzandosi, cercando di far dimenticare al suo corpo il calore che sentiva. Insieme si incamminarono verso il palazzo, parlando tranquillamente come se non fosse accaduto nulla…anche se entrambi sentivano nel proprio cuore che non era così.

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“Un uomo hai detto?” chiese Aragorn facendo qualche passo lungo la stanza.

“Sì…o almeno credo…” rispose Legolas osservando il Re di Gondor “…ho sentito dei passi pesanti…ma forse era qualche servitore…non posso esserne sicuro…”

“Domani farò controllare la zona…” ribatté l’uomo fermandosi e osservando il fuoco che ardeva nel camino.

“Forse ho spaventato tuo figlio per nulla…” sussurrò Legolas preoccupato ma poi sentì la risata dell’amico.

“Spaventare Eldarion?” esclamò Aragorn divertito “Non temere…nessuno ci è mai riuscito fino ad ora…da bambino vagava in piena notte nei giardini solo perché voleva uccidere i fantasmi…è curioso ma rare volte l’ho visto piangere…e quando l’ha fatto era solo perché si era ferito…” si voltò e si avvicinò a Legolas “…riesce a controllare le proprie emozioni…anche questo l’ha preso dal vostro popolo…ma per un Uomo non so se sia un bene o un male…” e si fermò davanti a lui, guardandolo negli occhi.

“Perché dici così?” gli chiese l’elfo fissandolo incuriosito.

“Io sono stato cresciuto dagli Elfi e ho imparato a comportarmi come loro…” mormorò il Re di Gondor “…molte volte sono riuscito a tenere a bada le mie emozioni ed è stato un bene…mi è servito per fare delle scelte che non riguardavano solo me…eppure…” fece un profondo sospiro senza allontanare lo sguardo dall’amico “…altre volte mi chiedo cosa sarebbe accaduto se avessi fatto delle scelte diverse…se avessi lasciato uscire quelle emozioni e quei sentimenti che mi bruciavano…” strinse le labbra e con fatica si voltò…se avesse continuato a guardare Legolas avrebbe sicuramente detto qualcosa di troppo…qualcosa che non doveva essere detto “…ma non potrò mai saperlo…forse era questo il mio destino…”

“E se…se le cose fossero migliorate invece?” sussurrò Legolas “Se facendo una scelta diversa…o esprimendo i tuoi sentimenti avessi potuto cambiare in meglio il tuo futuro e quello di altre persone?” vide Aragorn voltarsi nuovamente verso di lui e guardarlo con le labbra semiaperte.

“Non mi è dato saperlo Legolas…” rispose l’uomo scuotendo la testa “…ormai è questo il mio destino…”

“Forse non è troppo tardi…” ribatté l’elfo avvicinandosi a lui…perché sentiva quella sensazione dentro di sé? Il cuore gli batteva all’impazzata come se sapesse a cosa in realtà si riferisse Aragorn con quelle parole…a qualcosa che lui stesso aveva sperato per anni “…forse puoi ancora cambiare il tuo destino…”

Il Re di Gondor alzò lentamente una mano e l’appoggiò sulla guancia di Legolas, accarezzandolo dolcemente col pollice e sorrise…

“No amico mio…non posso più modificare una…alcune…scelte che ho fatto…anche se mi piacerebbe poter guardare in uno specchio e vedere come sarebbe stata la mia vita se non…”

In quell’istante la porta si aprì e la regina Arwen entrò nel salone.

“Aragorn…dobbiamo parlare della festa di domani sera…” esclamò ma poi sorrise quando vide che non era solo “…oh Legolas…ci sei anche tu…bene, così potremo discutere tutti insieme…”

Il Re di Gondor si era allontanato di scatto dall’amico mentre il suo cuore batteva fortissimo…annuì alla moglie ma poi guardò ancora un attimo l’elfo biondo che però aveva abbassato lo sguardo.