.|. Legami d'Amore e Scie di Stelle .|.

 

25. Non Arrenderti

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Dapprima Legolas non vide la minaccia alata che incombeva su di lui, giacché guardava incessantemente davanti a sé, in attesa di scorgere la capitale di Gondor, ma l'Essere piombò a terra fulmineamente e gli  impedì di proseguire ; il tutto fu così rapido che il cavallo non ebbe il tempo né di fermarsi né di evitarlo. Legolas lo scansò per un soffio, ma il suo fedele amico rimase schiacciato dal peso dell'enorme mostro. Con orrore, l'Elfo capì che si trattava di un drago  e, ironia della sorte, era lo stesso che aveva portato Aragorn fino al Sentiero dei Morti ed ora era rimasto senza padrone, ma questo Legolas lo ignorava.

Per lui era soltanto un ignobile bestia che per di più lo aveva privato dell'amico equino. Preso dalla fretta di giungere a destinazione, decise di addomesticare l'animale per arrivare a Minas Thirit  di volata , ma il drago sbatteva le gigantesche ali e la pericolosa coda ad ogni passo dell'Elfo...

 

S'avvicinava il tramonto, e mentre Legolas tentava di sottomettere il mostro, Gandalf viaggiava sul dorso dell'Aquila Gwaihir in direzione di Valinor, ma molte leghe distavano ancora... Re Elessar giaceva incosciente senza che la sua situazione migliorasse o peggiorasse ; Arwen non accennava a riprendersi , ed Eldarion faceva chiaramente capire che avvertiva la tensione strillando e piangendo senza dar tregua alle balie.

 

"Sei mio!" esclamò Legolas riuscendo a sorprendere il drago e a saltargli sulla schiena con un agile balzo.

Il mostro oppose resistenza ma l'Elfo gli infilò la testa  nell'arco teso al massimo e con la corda alla gola la bestia dovette obbedire al suo nuovo padrone e dirigersi verso la Città Bianca. Arrivato sopra la Cittadella saltò giù di scatto, e prima che il drago attaccasse le guardie lo trafisse con una freccia alla giugulare. La creatura si librò per qualche secondo, poi  si schiantò al suolo davanti alla cinta muraria, senza vita... Questo era per il mio cavallo   pensò Legolas  mentre gli uomini di Gondor lo guardavano perplessi... Un Elfo in groppa ad un drago non si era mai visto!  Ma una guardia lo riconobbe e lo salutò : " Ma Voi siete l'Elfo della Compagnia! Salve Legolas di Bosco Atro!"... l'interessato fece un breve inchino. L'Uomo però parve rabbuiarsi d'un colpo  e disse come afflitto da una grande pena : "Immagino che siate venuto per Re Elessar...venite...". L'Elfo aveva un brutto presentimento : perché quel tono mesto e quella faccia sconsolata?

Ma non fece domande e si lasciò condurre dalla guardia alle Case di Guarigione. Arrivati all'ingresso di una stanza illuminata, la guardia si congedò e Legolas, vedendo Aragorn in fin di vita,  si sentì come se gli avessero strappato il cuore dal petto... "Estel...!" fu tutto ciò che seppe dire avvicinandosi al letto, esattamente come Eowyn chiamò "Théodred!" alla vista del cugino morente...Solo che a fianco di Legolas non c'era Eomer, bensì Arwen, risvegliatasi da poco e ancora molto debole ; eppure la sua volontà era forte, perché lasciò Legolas solo, nonostante le costasse molte sofferenze separarsi da colui che amava, e si recò da Eldarion, il cui pianto era divenuto ormai un lamento fioco...

"Non posso crederlo..." gemette Legolas "..non puoi morire adesso...non puoi andartene così..." gli strinse una mano e la baciò.

Tolse la fasciatura e la terribile visione lo sconvolse, tanto che si abbandonò col capo sull'addome del Ramingo e pianse....

...le lacrime inondarono la pelle di Aragorn come la rugiada bagna  i prati la notte... E fu davvero notte, poiché il sole calò lasciando il posto alla pallida luna... Siccome la medicazione era stata tolta, la ferita era aperta, e il pianto di Legolas la ricoprì... In quel momento avvenne un fenomeno eccezionale : il pallore diminuì, la temperatura corporea salì e lo squarcio del Nazgûl si chiuse fino a lasciare una cicatrice...L'Elfo però non se ne accorse subito, poiché continuava a piangere, ma si mosse allorché il petto di aragorn sollevò la sua testa... Respira!   esultò  Legolas tra sé e sé, non credendo ai suoi occhi.

Posò l'orecchio sul petto del Dúnadan e sentì il cuore che batteva di nuovo forte e regolare... Colto da un'esuberante gioia si sedette sul bordo del letto e sollevando il Re parzialmente lo abbracciò. "Siano lodati i Valar, sei vivo!"  disse stringendolo.

Due forti braccia risposero all'abbraccio dell'Elfo e si udì un debole "Legolas..." ...sciogliendolo dall'abbraccio, Legolas lo ridistese delicatamente e vide Aragorn aprire gli occhi. "Allora non era un sogno..." mormorò l'Uomo "sei davvero tu!" poi guardandolo meglio soggiunse : "Oh...a quanto pare mi sono perso un'incoronazione elfica...un evento più unico che raro..."...

"Zitto Estel..." sussurrò l'Elfo "...devi riposare..." disse scostandogli un ciuffo di capelli dal volto con una mano, ma il ramingo gliela afferrò e senza lasciarla si alzò e lo baciò, cogliendolo di sorpresa... Che fiamma avvampava ne loro cuori, che passione travolgeva i loro corpi! Una sintesi di amore e felicità puri, dopo momenti di oscurità. Scostandosi leggermente, Elessar gli sfiorò il mento "Chi ti avvisò della mia sventura? " domandò "Non è certo breve la distanza tra Gondor e Bosco Atro..."... "Credimi, io giunsi qui del tutto ignaro della tua disgrazia..." rispose l'Elfo "...ma fu il mio cuore a guidarmi fin qui...e mai più diffiderò di esso!" concluse sorridendo. Aragorn stette per baciarlo nuovamente, ma stavolta Legolas lo fermò "Estel..." lo rimproverò scherzosamente "vorresti lasciare gli altri in pena per te anche ora che sei guarito?" disse prima di uscire dalla stanza gridando a gran voce : "Il Re è salvo! Il Re è guarito!"... Il  Dúnadan sospirò... Che c'è di male nel chiedere un po' di attenzioni?  si domandò seguendo l'Elfo... Sussulti, esclamazioni ed esultanze percorsero in breve tempo la città immersa nel buio, e il vociferare continuò  per delle ore.