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12. Incubo Senza Fine

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“Eldarion… devi crescere sano e forte…” . Il bimbo guardò la madre con la testa leggermente inclinata. “…io ho visto…grandi imprese ti aspettano…” disse Arwen prendendolo in braccio. “…molte cose dipendono da te” continuò sorridendogli.

Eldarion vide una farfalla variopinta, e staccatosi dalla madre la inseguì tentando di acchiapparla, ma essa si posò spontaneamente sulla piccola mano, quando un gemito

distrasse il bambino e fece volar via la piccola amica dai mille colori. Eldarion si accorse che la madre aveva una freccia conficcata nel petto e una sagoma dai grandi occhi e dalle lunghe dita sogghignò e scomparve.

Il piccolo toccò la madre spaventato, ma al contatto Arwen si pietrificò e andò in frantumi, al che il bimbo gridò…

 

Eldarion si svegliò di soprassalto, tutto sudato e ansimante,  e solo dopo alcuni secondi realizzò che era stato solo un sogno. Lo stesso incubo che faceva tutte le notti  da quando Arwen era morta, e tutte le volte si svegliava allo stesso punto…

Ma stavolta non era nel suo letto a Minas Thirit… Aveva i polsi incatenati ad una parete rocciosa e umida, e la luce era diffusa da una grande lanterna appesa al soffitto naturale della stanza. Aveva le membra indolenzite e gli girava la testa :

da tempo non toccava cibo e gli mancavano le forze, tuttavia tentò di liberarsi a strattoni, finché non fu bloccato da una risata. “Che cosa credi di fare eh, ragazzo?” disse una voce. Eldarion alzò lo sguardo e vide che dall’altra parte della stanza stava una guardia, seduta su di uno sgabello di legno, le braccia conserte e il cappuccio ben calcato sul capo. Due occhi gialli lo fissavano con un’ombra di derisione, ma il ragazzo non rispose alla provocazione e cercò ancora di liberarsi.

“Puoi andare avanti così fin tanto che vuoi… questa è solida roccia ed ha resistito a colpi ben maggiori dei tuoi, piccolo insetto” commentò la guardia.

Eldarion si lasciò cadere a terra sconfortato ma d’accordo con l’estraneo che in quanto a forza bruta era piuttosto scarso… quindi doveva usare la testa…

“Devi proprio essere l’ultimo anello della catena se Saruman ti affidato un compito così tedioso e per di più inutile…sorvegliare un bambino legato come un salame…” disse con aria spavalda. “Saruman non è uno stupido…” ringhiò l’altro “…e nemmeno io lo sono. Tu non sei un bamboccio qualunque, potresti essergli di utilità.

Inoltre qualcuno sarà in giro a cercarti, non credi?”. Eldarion pensò al padre, come lo aveva visto prima di scappare, chiuso nel suo dolore…scosse il capo.

No, non lo credo, pensò. “Ma io non ho parlato di stupidità,” disse poi. “ho detto che non mi pare che tu goda di particolare potere qui…”.

“Ragazzo, sono servo di Saruman, ed è un onore eseguire qualsiasi suo ordine.”

“Ma lui ti sta usando e basta…userà tutti noi, poi quando avrà il potere assoluto ci schiaccerà come vermi.”

“Perché dovrei crederti, malalingua?”

“Perché io conosco la sua storia… so che ha tradito il suo Ordine per la sete di potere, so che ha creato gli Uruk-Hai per poi mandarli al macello contro i suoi nemici, appunto perché di loro non gliene importava proprio niente... se non farete la stessa fine sarà lui a pensarci!”

“Non credo proprio, moccioso… non con Ruok almeno.”

“Io posso aiutarti a rovesciarlo, Ruok… conosco il suo punto debole… diventerai tu il Signore e Padrone di tutto e tutti, e io sarò il tuo secondo… se mi farai uscire di…”

S’interruppe  al sopraggiungere della guardia del cambio di turno.

“Ehi Ruok,” disse il nuovo arrivato “pare che si aggiri un intruso da queste parti…

Il Padrone ha ordinato di darti il cambio e di mandarti alla Porta Arcana…”.

Ruok grugnì e lasciò la stanza. “Cos’è la Porta Arcana?” chiese Eldarion.

“Ti piacerebbe saperlo, eh?” disse la nuova guardia levando il cappuccio e bevendo da una borraccia consunta. Il giovane poté ora vedere com’erano i suoi carcerieri :

avevano grandi orecchie pelose e denti aguzzi come lupi ma non ne avevano la sporgenza del muso, naso e bocca erano piatti, le mani avevano unghie lunghe, affilate come artigli. “Scommetto che è il nascondiglio segreto di Saruman” riprese Eldarion. “Se non la pianti di cianciare ti chiudo la bocca con un bel pugno” ruggì l’altro. Piombò un silenzio pesante.