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.|. Una Vita per una Vita .|.
8. Il Tramonto di una Stella ~ "Sire...sono tornati!" Aragorn corse fuori verso le stalle e vide Legolas ed Eldarion venirgli incontro. "Legolas! Eldarion! Grazie al cielo siete salvi!" esclamò abbracciandoli "Temevo per voi..." L'Elfo e il ragazzo si guardarono sorpresi. "Come sai dell'imboscata?" chiese Legolas. "Imboscata? Valar, allora vi hanno davvero attaccato! Io non lo sapevo, ma avevo un brutto presentimento...circa dieci ore fa i miei uomini hanno trovato un messaggero barbaramente trucidato...veniva da Rohan..." "Rohan! Anche il cavallo che trovammo all'Entalluvio veniva da lì!" interruppe Eldarion. Legolas narrò ad Elessar quanto avevano scoperto, interrotto ogni tanto dal ragazzo che aggiungeva qualche particolare. Ad un tratto arrivò Arwen, che, saputo che il figlio era tornato, si era precipitata al di fuori delle sue stanze e ora lo teneva stretto fra le braccia. "Stai bene? Sei ferito?" chiese premurosamente. "Sto bene madre, davvero...non ho nulla..."reclamò Eldarion. "È molto tardi, va'a dormire, su'!" "Ma non ci riuscirei! Sono troppo emozionato!" "Non opporti a me giovanotto! Vieni con me e raccontami tutto..." disse Arwen trascinandolo via tra le proteste del figlio e le risate di Aragorn e Legolas. Quando madre e figlio sparirono dalla vista, i due tacquero e si guardarono intensamente. Elessar prese il volto dell' Elfo tra le mani, e attirandolo verso di sé lo baciò tremante. "Estel...che cos'hai?" Il Ramingo si scostò leggermente. "Non è niente...è solo che...non sono mai stato tanto in pena per te...voglio dire..." "Va tutto bene Estel" mormorò Legolas abbracciandolo stretto "sono qui..." Rimasero a lungo così, stretti l'uno nelle braccia dell'altro, ascoltando il battito dei loro cuori all'unisono, finché l' Elfo non sciolse l'abbraccio. "Aragorn..." iniziò guardandolo dritto negli occhi "...non posso più restare...se gli Orchi controllano la regione di Fangorn significa che hanno già invaso Bosco Atro...sono stato via troppo a lungo...devo tornare al mio Paese..." L'Uomo chiuse gli occhi tentando di nascondere lo sconforto. "Quando pensi di partire?" domandò a fatica fissandolo. "Fra poche ore, quando si sarà fatto giorno.." "Capisco...verremo a salutarti" "Verremo?" "Suppongo che Eldarion voglia salutare il suo mentore" Io avrei qualche dubbio.. pensò Legolas con un sorrisetto sarcastico. "Legolas..." "Uhm?" "Verrei con te, lo sai..." "So quali sono i tuoi doveri...il tuo popolo ha bisogno di te...ha bisogno del Re..." Legolas andò a riposarsi un poco, Aragorn invece vegliò tutto il tempo, finché non arrivò il momento della partenza ; allora insieme ad Arwen ed Eldarion accompagnò l'Elfo nelle scuderie, e allorché furono terminati i preparativi, Legolas montò a cavallo. "L'addestramento è solo rimandato, Principe..." disse ad Eldarion. Temo che avrai modo di far della pratica fra non molto... pensò amareggiato. "A presto" fu tutto ciò che aggiunse, gettando un'ultima occhiata ad Elessar; infine partì, discendendo il pendio per i vari cancelli. Aragorn s'incamminò nuovamente verso le stalle, mentre Arwen ed Eldarion si attardarono ad osservare l'orizzonte. Improvvisamente Arwen notò un movimento furtivo: un cecchino appostato nell'ombra tra due edifici tese un arco e scoccò una freccia diretta ad Eldarion : senza pensarci due volte, Arwen si gettò addosso al figlio e facendogli da scudo fu trafitta dal dardo che, ahimè, era avvelenato. L'assassino si dileguò abilmente facendo perdere le proprie tracce. Legolas fu richiamato dalle grida di Eldarion e di Aragorn : non era troppo distante e invertì subito la rotta. "Madre!" Eldarion aveva le lacrime agli occhi e teneva il corpo di Arwen tra le esili braccia. Aragorn estrasse il dardo e controllò la ferita ma capì subito che la freccia era penetrata troppo in profondità e il veleno era già in circolo nei vasi sanguigni più importanti... Era questione di pochi secondi, poi... "Arwen..." supplicò il Dúnadan prendendole la mano..."Arwen...resisti..." "Estel..." sussurrò ella "...non c'è più niente da fare...devi lasciarmi andare..." "Non posso...dimmi che devo fare...ti prego..." "Abbi...abbi cura di Eldarion...abbi cura di nostro figlio..." "Arwen..." "Ti...amo" mormorò lei. "No..." Ma il cuore smise di batterle in petto e i suoi occhi si chiusero per sempre. Elessar ed Eldarion scoppiarono a piangere, e in quel momento sopraggiunse Legolas. "Oh no..." mormorò. Non è la prima volta che arrivo troppo tardi ... pensò indovinando l'accaduto. "È...è morta..." mormorò il Dúnadan sconvolto. "No! Non è vero!" gridò Eldarion staccandosi dal corpo della madre. "E invece è successo...È morta!" ripeté il Re di Gondor. "È una menzogna! Io non ti credo!" ribatté il figlio mettendosi a correre. "Ha uno strano modo di reagire al dolore..."osservò Legolas guardandolo correr via. "E come biasimarlo?" singhiozzò Aragorn prendendosi la testa fra le mani "Parte di lui è morta con Arwen...Non me lo perdonerà mai..." "Perdonarti? Non hai colpa di quel che è successo...non potevi salvarla!" "Non potevo salvarla..." ripeté il Ramingo a bassa voce. "Non potevo salvarla!" sbraitò alzando la voce. "È così? Non potevo salvarla?" afferrò Legolas per le braccia e lo scosse. "Tu non capisci! Io dovevo proteggerla e renderla felice come sognava da anni!" L'Elfo non si aspettava una tale reazione ma non disse nulla. "Ha rinunciato alla sua Gente, alla sua immotalità..." riprese l'Uomo "...ha rinunciato a tutto...per... finire così!" concluse con la voce rotta dal pianto. "Ma aveva da tempo rinunciato anche alla Vita..."aggiunse l' Elfo. "Che diamine blateri?!? Rinunciato alla vita?!?" "Valar, apri gli occhi, Estel! Non hai visto in che stato si era ridotta in questi ultimi anni? Logorata dall'amore per te, che non vedeva più ricambiato, ha dato tutta se stessa ad Eldarion... ...all'Erede..." "Oh Arwen...che cosa ti ho fatto..." "Si sarebbe comunque spenta Estel..." "Ma non doveva andare così, dannazione! Avremmo dovuto regnare per molti anni ancora... Non sarei dovuto sopravviverle!" "Non sempre si verifica ciò che rivelano le visioni! Le premonizioni di Elrond non sono infallibili! Lei si è sacrificata per Eldarion perché egli era la sua vita! Se vostro figlio fosse morto, lei lo avrebbe presto seguito per il dolore della sua scomparsa!" "Come puoi essere così sicuro di quello che dici? Come puoi giustificare la sua morte? Come..." ad Aragorn mancò la voce. "Sei un insensibile...non puoi capire..." riprese con un filo di voce "Va'...va' via..." "Ma Estel..." "Vattene, ti ho detto!" urlò il Re di Gondor con quanto fiato aveva in gola. Allora l'Elfo chinò il capo, e si allontanò con le lacrime agli occhi e i pugni serrati, in cerca del cavallo sparito. Dopo qualche minuto fu raggiunto da Elessar, ansimante per la corsa e con gli occhi arrossati dal lungo pianto. Il Ramingo notò lo stato alterato dell'Elfo. "Legolas..." tentò. "Legolas, mi dispiace, io..." "Mi hai ferito" mormorò l'altro fissandolo. Aragorn abbassò lo sguardo. "Valar Legolas, io non volevo...accidenti sono un Uomo, non riesco a controllarmi sempre come voi Elfi!" "Questa non è una scusa!" ribatté l'altro. "Mi hai trattato come se fossi meno di niente, come se non contassi nulla nella tua vita...quasi avessi ucciso io Arwen!" L 'Elfo lasciò che le lacrime corressero liberamente sul suo viso. "Io conosco il tuo dolore, Estel..." continuò "...lo sento...e non volevo sdrammatizzare quanto è successo, solo...farti capire...volevo aiutarti..." appoggiò le mani sulle spalle del Dúnadan "Ma se tu me lo impedisci, se tu ti rifiuti di vedere oltre il tuo sordo dolore, se tu mi respingi così io ci sto male..." sospirò. "...perché ti amo..." I suoi occhi si persero in quelli limpidi di Elessar prima di sorprenderlo con un bacio di violenta disperazione, un bacio in cui i loro respiri si fusero in uno solo, e tutto il mondo attorno parve svanire. "Perdonami..." sussurrò Aragorn a fior di labbra. "Non so cosa farei se non avessi te al mio fianco..." "Dài Aragorn non scherzare..." "Ma io non scherzo affatto..." replicò dolcemente l'Uomo indugiando lo sguardo sui dolci tratti del volto di Legolas."...ti prego non partire oggi...non lasciarmi solo..." L'Elfo annuì e con una mano asciugò le lacrime sul viso del Ramingo. "Andiamo a cercare Eldarion" propose. Ispezionarono tutte le strade e tutte le stanze del palazzo reale : lo trovarono nella biblioteca, rannicchiato in un angolo, impolverato e infreddolito, con la testa nascosta fra le braccia. Quando si accorse del padre e di Legolas si alzò e li seguì senza batter ciglio, ma non rispose a nessuna delle domande postagli né intervenne mai. Nessuno dei tre aveva appetito ma si sforzarono di mangiare : Legolas lo fece per incoraggiare gli altri, poiché non ne avvertiva il bisogno. Fu un pasto silenzioso : Aragorn era taciturno, con mille pensieri che gli affollavano la mente, Legolas era imbarazzato e non sapeva che dire, Eldarion aveva lo sguardo vuoto e agiva da automa; le sue condizioni preoccuparono molto sia il padre che Legolas.
Organizzarono il funerale sei giorni dopo, per permettere di parteciparvi a tutti coloro lo desiderassero, venissero anche da molto lontano. Vennero Faramir, Éowyn e i loro figli; Éomer, immensamente addolorato per la scomparsa della Dama del suo cuore, in quanto egli l'aveva amata segretamente per molti anni; Gimli, il Nano amico degli Elfi; Sam, Merry e Pipino dalla Contea, che per una volta non allietarono i presenti con la loro innata allegria Hobbit; e infine arrivò anche Gandalf. Alla cerimonia nessuno riuscì a trattenere le lacrime: persino lo Stregone, sempre composto e impassibile, aveva gli occhi lucidi. Éowyn, rinomata per la bella voce, attaccò un lamento nella lingua dei Rohirrim; la alternarono Legolas per le strofe elfiche e Aragorn per la parte nella Lingua Corrente, cosicché tutti ebbero modo di comprendere e la commozione generale era arrivata a livelli insostenibili. Infine dissero addio ad Arwen Undómiel, Stella del Vespro degli Elfi, amata figlia di Elrond e Celebrían, sposa di Elessar, Regina degli Uomini e madre di Eldarion, "l'Erede destinato a grandi gesta". Molti di loro rimasero in raccoglimento presso la tomba al termine della funzione e i loro visi erano sferzati dal vento, che si portava via le loro lacrime a portare il lutto nel resto della Terra di Mezzo. "Così si spense l'ultima Stella degli Eldar" disse Gandalf guardando il cielo. "Con un gesto nobile e valoroso, che sarà ricordato da tutti prima della fine del mondo. I Valar l'abbiano in gloria."
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